Sabato sera alle 18.30 il Milan torna al Bentegodi per sfidare il Chievo. I veneti vendono sempre carissima la pelle. Ci si aspettano grandi cose dal tandem Balotelli-El Shaarawy dopo le prodezze in nazionale.Dopo la sosta per la nazionale che ci ha dato modo di gustare le azzurre prodezze di Balotelli, si torna (seguendo la scala gerarchica dei nostri sentimenti) alle cose più importanti e cioè al NOSTRO Milan. Nella corsa ad ostacoli verso il terzo posto (il vero obiettivo per i più ottimisti è il secondo), è importante "sopravvivere" ad una delle realtà più misteriose della serie A nell'ultimo decennio: il Chievo Verona. E' infatti incomprensibile alla mia ragione la facilità con cui regolarmente i veneti raggiungono la salvezza nonostante una rosa dal tasso tecnico non troppo alto che farebbe prospettare un cammino molto più accidentato. Del resto basta guardare i precedenti contro "la squadra della diga" per quantificare in ettolitri il sudore versato dal Milan per portare a casa i tre punti. Non c'è stata una e dico UNA vittoria facile, nemmeno quando i rossoneri vantavano una rosa che rasentava l'onnipotenza. Eserciti di Palloni d'Oro, costretti ad elevare ai massimi livelli il proprio rendimento dai vari Marazzina, Corradi, Tiribocchi e l'evergreen Pellissier per strappare combattutissime vittorie di misura. La prima sfida in Serie A tra le due squadre venne disputata nel 2002. Era il Chievo di Del Neri, dal gioco spumeggiante a dispetto del budget e ci volle una buona dose di fortuna oltre al solito gol di "rapina" messo a segno da Pippo Inzaghi, per strappare un pareggio che, a conti fatti, risultò decisivo per la corsa del Milan verso il terzo posto e rimane tuttora l'unico ics tra le due squadre, in terra veneta. Poi arrivò, l'anno successivo, un'amara sconfitta (3 a 2), la prima del campionato 2002-2003 che venne aggravata come sale spolverato sulle ferite, dalla rete di Oliver Bierhoff. Il tedescone ex-Milan mise a segno il gol del 2 a 0 approfittando di una colossale "frittata" di Helveg e il mio cuore ne conserva ancora una dolorosa cicatrice. La squadra di Ancelotti uscì sconfitta dalla trasferta e molto ridimensionata per quel che riguardava la solidità. Il campionato 2003-2004 invece, oltre allo scudetto, portò ai nostri colori la prima vittoria a Verona contro i clivensi. Un irresistibile Shevchenko impresse il suo doppio sigillo sul match ma lo 0 a 2 finale non deve ingannare perché in campo fu battaglia fino al triplice fischio. Il mio ricordo più bello è legato alla stagione successiva, con la mia prima trasferta al Bentegodi in compagnia del mitico Giulio, impreziosita da tre punti SUPERSOFFERTI. Il Milan, impegnato in un testa a testa con la Juventus nella corsa al tricolore, vinse grazie ad un gol di Crespo (Sheva era assente per infortunio). L'argentino dopo essere partito sul filo del fuorigioco, eluso l'intervento di un difensore e dribblato una pozzanghera larga come il Titicaca, superò Marchegiani con un tiro di piattone a mezza altezza. I rossoneri ebbero altre occasioni e ne capitò una mastodontica anche al Chievo. Il triplice fischio di Collina fu un vero sollievo e il pensiero di avere espugnato Verona, quasi corroborante. Purtroppo, i tentacoli di Moggi impedirono il regolare svolgimento di quel campionato che i rossoneri si videro soffiare anche a causa di una sconfitta nello scontro diretto contro la Juventus, ricca di polemiche e veleni per alcune decisioni arbitrali da rivedere. Dopo essere stati nuovamente sconfitti nel 2005,i diavoli tornarono al successo nel campionato 2006-2007, grazie ad una fiondata di Jankulovski da fuori area, inaugurando così un ciclo di vittorie (5 di seguito and counting) che dura tuttora. Seedorf (2008/09) e il suo guizzo, Nesta (2009/10) e la sua storica, stoica ed epica doppietta (una rete di testa segnata con il setto nasale fratturato), poi Robinho e la sua mano galeotta poi Pato col suo dribbling capolavoro per finire (lo scorso anno) con il bolide di Sulley Muntari, spettacolare ma totalmente insufficiente ad addolcire il fiele causato dalla sconfitta casalinga contro la Fiorentina della domenica precedente. Tante vittorie, parecchi momenti da conservare in uno stadio da sempre ostile alla nostra causa. Si giocherà alle 18.30, al tramonto, orario da duello nei classici del western. E duello sia, perchè questo ha rappresentato Chievo-Milan negli anni: il blasone, la classe, contro l'abnegazione. Il risultato conta parecchio, molto più per i rossoneri. Speriamo che Verona stavolta sia più fatata e meno fatal e che grazie a qualche magia (dei nostri attaccanti) consenta all'incantesimo che ci ha portato nelle alte sfere della Serie A, di infondersi ancora per un po'... magari fino alla fine.
PRECEDENTI :
2001-02 Chievo – Milan 1-1 Inzaghi (M), Moro (C)
2002-03 Chievo – Milan 3-2 Marazzina (C), Bierhoff (C), Shevchenko(M), Cossato(C), Tomasson (M)
2003-04 Chievo – Milan 0-2 Shevchenko, Shevchenko
2004-05 Chievo – Milan 0-1 Crespo
2005-06 Chievo – Milan 2-1 Kaladze (M), Pellissier (C), Tiribocchi (C)
2006-07 Chievo – Milan 0-1 Jankulovski
2008-09 Chievo – Milan 0-1 Seedorf
2009-10 Chievo – Milan 1-2 Pinzi (C), Nesta (M), Nesta (M)
2010-11 Chievo – Milan 1-2 Robinho (M), Fernandes (C), Pato (M)
2011-12 Chievo - Milan 0-1 Muntari
Ex :
Yepes (M), Paloschi (C), Acerbi (C)
Enrico Bonifazi
(Foto di Zimbio.com)
Gunnar Nordahl
Pietro Vierchowod
Sebastiano Rossi
Marcel Desailly
Daniele Massaro
Zvonomir Boban
Ruud Gullit
Franco Baresi
Giuseppe Bergomi
Nicola Berti
Milan, Allegri: l'esonero potrebbe concretizzarsi già oggi, Seedorf e Van Basten aspettano il verdetto.
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Agguato in stazione a Firenze dei tifosi viola.