« Tutti gli articoli della categoria Amarcord Milan

Amarcord Milan - Lecce

Del 05/03/2012 di Enrico Bonifazi


Amarcord  Milan - Lecce Due squadre in ottima forma che inseguono obiettivi diversi. Il ricordo di quella sfida del 5 aprile 2009, con il colpo di testa di Senderos, il tacco di Ronaldinho e il tragico risveglio del giorno dopo quando i titoli dei notiziari diffondevano il dramma del terremoto a L'Aquila.

Domenica sera, 5 aprile 2009. Mancano pochi minuti all'inizio di Milan – Lecce, una partita che può rivelarsi fondamentale per la caccia alla qualificazione in Champions League. La classifica non sorride a noi rossoneri, con l'Inter in testa quasi passeggiando e la Juve che continua a perdere terreno, pur mantenendo un secondo posto che inizia ad intravedersi dal nostro mirino. Il Lecce è praticamente un materasso sbattuto su cui tutti, o quasi, si sono sdraiati, hanno rotolato e fatto capriole. La partita la seguo da casa, in televisione, dopo averla inserita nella lista di quelle “a cui, dal vivo, si può rinunciare”. Figlie nel mondo dei sogni (domani c'è scuola), moglie davanti al portatile ed io imperatore del divano, mi preparo ad una serata che non dovrebbe nascondere troppe insidie, anche se la tendenza a non fidarmi ciecamente dei ragazzi, causata da qualche passo falso di troppo, ha instaurato in me una certa prudenza. Anche De Canio prende il match con le molle e imbottisce il centrocampo di incontristi con il solo Tribocchi là, davanti a spaventare un Dida sempre più fragile. Ancelotti invece esagera, schierando Kakà, Seedorf, Inzaghi e Pato, un forcone a quattro punte che fa pregustare fuochi d'artificio offensivi. In realtà, il primo tempo del Milan è caratterizzato dal solito fraseggio a passo di Valzer, con la diga giallorossa che non deve nemmeno sudarsi lo 0 a 0. Inizio ad agitarmi, Pato e Inzaghi si danno un gran da fare ma prenderebbero un proiettile nella schiena piuttosto che passarsi la palla. La gara prosegue, le occasioni sono poco convincenti: un tiro strozzato, un destro rimpallato, un colpo di testa con tanto di prefisso telefonico e un bel rasoterra del Papero schiaffeggiato da Benussi in angolo. Insomma, il Milan preme confusamente ed è chiaramente a corto di idee. Gli attaccanti sembrano insetti che avanzano ignari verso la meta per trovarsi, lungo il percorso, appiccicati nei fili di una ragnatela. Il divano sotto di me è una valvola di sfogo. Inizio a stringere i pugni e digrignare i denti, pronunciando frasi vietate ai minorenni. Ancelotti prova ad estrarre il coniglio dal cilindro inserendo Ronaldinho al posto di Clarence Seedorf. Il beneficio è evidente ma il tempo stringe. Resto lì, allungato sul poggiapiedi, a maltrattare i cuscini di tela e a scomodare gli “altolocati” dalle loro nuvolette. Entra anche Shevchenko, sostituendo uno spento Ricky Kakà, ma non è che l'ombra di quello che “non è brasiliano però...”. Quando mancano dieci minuti al termine della partita e le speranze in me, di vederla sbloccata, rasentano lo zero, il lampadario inizia a dondolare, nell'acquario di fronte a me si forma un piccolo tsunami che rischia di far sciabordare l'acqua e si sente un concertino di vetri tintinnanti provenire dalla bacheca dove riponiamo i calici. Sta tirando una scossa di terremoto. Mia moglie Patti si alza dal letto e mi raggiunge in salotto spaventata. Quando appare sulla porta mi trova impassibile, sul divano con i piedi stesi sul pouf, perfettamente immobile. La scossa è durata pochi secondi, ma io, farcito di adrenalina, non ho accusato il colpo. “Ma non l'hai sentito il terremoto?” mi chiede incredula nel vedermi così freddo. “Non riusciamo a segnare al Lecce...” rispondo con una specie di ruggito, per far capire che in quel momento ho altri pensieri per la testa. Lei resta lì con me per qualche minuto, tanto per scrollarsi di dosso la sensazione di paura. La partita intanto continua ed è incredibilmente il Lecce, con un colpo di testa di Tiribocchi, a sfiorare il vantaggio. Patti, dopo avere domato lo spavento, mi augura la buona notte e si avvia verso la camera da letto. Ormai, i granelli di sabbia nella clessidra, sono davvero pochissimi. L'arbitro concede un abbondante recupero e Pirlo si appresta a scodellare in mezzo all'area, un calcio di punizione che considero l'ultima occasione per vincere la partita. Andrea prende la sua solita rincorsa di chi non ha fretta e spadella il pallone sul dischetto del rigore. Proprio lì, si trova uno degli esseri più inutili della storia del club rossonero: Philippe Senderos. Lo svizzero, stacca benissimo e impatta perfettamente la sfera dirigendola verso l'angolino basso alla destra di Benussi. Ronaldinho si trova sulla traiettoria e grazie ad una specie di “gioco di sponda”, devia il tiro con la zucca, cambiandone involontariamente la direzione. L'estremo difensore del Lecce rimane spiazzato dalla “bocciata” di Dinho e non riesce a recuperare il riflesso del proprio tuffo. La palla gonfia la rete e io mi produco in una serie di salti e urla liberatorie da fare alzare nuovamente la Patti, incerta se considerare pure tutto questo una specie di sisma. Ora mancano davvero pochi secondi ma Ronaldinho, scrollatosi di dosso l'odor di naftalina, si produce in un sensazionale colpo di tacco che smarca sulla fascia sinistra il fantasma di Sheva. Andriy galoppa come uno splendido deja vù di se stesso e con un cross perfetto, smarca Inzaghi sul secondo palo. Pippo mette dentro il 2 a 0 che chiude il match definitivamente e mi proietta nuovamente nella vita reale. Solo ora faccio mente locale, rendendomi conto, a posteriori, che la mia adrenalina sta per essere sostituiata da una gran fifa. Vado a letto turbato da questa strana serata di calcio e calamità. Al risveglio apprendo del dramma. La “shakeratina” del quinto grado che ha spaventato la Romagna, non era nulla in confronto alla scossa che ha raso al suolo alcuni paesi in provincia di L'Aquila. Il terremoto ha tirato alle tre di notte, facendo crollare tutto in una vasta zona dell'Abruzzo. Ricordo bene quella sera e il senso di tristezza provato nel venire a conoscenza del disastro, il mattino seguente. Chiuso un capitolo sanguinante, legato in maniera grottesca ad una vittoria sofferta (in senso sportivo) del Milan, si passa al presente. I lupi di Serse Cosmi tenteranno di sgambettare i ragazzi domenica prossima. Da questo ripartirà il duello per il titolo. La storia ci insegna che la Juventus non mollerà ma non lo faremo nemmeno noi, soffrendo ogni maledetta domenica … “Forza lotta... vincerai... non ti lasceremo mai.”

 

Precedenti recenti:

1985-86 Milan – Lecce 1-0 Virdis

1988-89 Milan – Lecce 2-0 aut.Righetti (L), Van Basten (M) rig.

1989-90 Milan – Lecce 2-0 Van Basten rig. Massaro

1990-91 Milan – Lecce 1-0 Rijkaard

1993-94 Milan – Lecce 0-0 1997-98 Milan – Lecce 1-2 Govedarica (L), Casale (L) rig., aut.Cyprien (L)

1999-00 Milan – Lecce 2-2 Lucarelli (L), Lucarelli (L), Maldini (M), Bierhoff (M)

2000-01 Milan – Lecce 4-1 Leonardo (M), Conticchio (L), Shevchenko (M), Shevchenko (M) rig., Josè Mari (M)

2001-02 Milan – Lecce 3-0 Kaladze, Ambrosini, Shevchenko

2003-04 Milan – Lecce 3-0 Shevchenko, Shevchenko, Tomasson

2004-05 Milan – Lecce 5-2 Crespo (M), Crespo (M), Shevchenko (M), Crespo (M), Bojinov (L), Cassetti (L), Tomasson (M)

2005-06 Milan – Lecce 2-1 Pirlo (M), Konan (L), Inzaghi (M)

2008-09 Milan – Lecce 2-0 Ronaldinho, Inzaghi

2010-11 Milan – Lecce 4-0 Pato, Thiago Silva, Pato, Inzaghi

 

Ex: Oddo (L), Strasser (M), Amelia (M), Mesbah (M)

-foto tratta da maglia rossonera.it-

Enrico Bonifazi

Commenta l'articolo
(L'indirizzo e-mail non verrà visualizzato)

Dichiaro di accettare e aver preso atto dell'informativa resa sul trattamento dei miei dati personali



Tutti gli articoli di Enrico Bonifazi
Gunnar Nordahl
Del 29 Dicembre 2011
Miglior marcatore della storia del Milan. Vanta 268 presenze e 221 goal. Veniva soprannominato :"il pompiere". Per cinque anni consecutivi fu capocannoniere della serie A con un'incredivile media di 0,77 reti a partita.
Pietro Vierchowod
Del 29 Dicembre 2011
Mastino e perno della difesa sampdoriana ai tempi di Vialli e Mancini col quale ha vinto lo storico scudetto dell'annata 90-91. Memorabili i suoi duelli con Marco Van Basten. Sul finire di carriera Vierchowod vestirà anche la maglia rossonera nella sfortunata stagione 96-97.
Sebastiano Rossi
Del 29 Dicembre 2011
Nella storia italiana è il portiere che vanta il record d'imbattibilità stabilito nel campionato 93/94: 929' minuti senza subire goal. Con il Milan dal '90 al 2002 vanta 240 presenze. Il suo "bottino" in rossonero consiste in 5 campionati, 2 supercoppe europee, 1 champions league, 3 supercoppe italiane e 1 coppa intercontinentale.
Marcel Desailly
Del 29 Dicembre 2011
Con il Milan dal 93' al 98'. Conquista 5 trofei. Nell'estate del 98' viene ceduto al Chelsea. Nello stesso periodo conquista il mondiale in Francia con la formazione padrona di casa.
Daniele Massaro
Del 29 Dicembre 2011
L'attaccante di scorta che ogni allenatore vorrebbe avere. Ogni volta che entrava dalla panchina andava a segno. Con i rossoneri raggiunge l'apice contribuendo con i suoi undici goal alla vittoria finale del campionato 93-94 regalando al Milan il 14° scudetto della sua storia. Inoltre arrichisce la sua stagione perfetta realizzando due goal nella finale di Champions ad Atene contro il Barcellona. In nove stagioni realizza 70 goal in 306 presenze. E' attualmente al 26° posto nella classifica delle presenze nel Milan.
Zvonomir Boban
Del 29 Dicembre 2011
Arrivò in Italia nell'estate del 91'. Fu prestato al Bari per poi tornare ad indossare la maglia del Milan che vestirà fino alla stagione 2001. Vanta 251 presenze e 30 goal. La sua miglior stagione è targata 98-99, anno del 16° scudetto rossonero.
Ruud Gullit
Del 29 Dicembre 2011
Al Milan dall'estate dell'87, anno in cui vince il pallone d'oro. Indossa la maglia rossonera per ben 171 volte realizzando 56 goal. Con Sacchi arrivano numerosi trofei in Italia, in Europa e nel mondo. In Italia vestirà anche la maglia della Sampdoria col quale vincerà una coppa Italia. Con la nazionale olandese conquisterà gli Europei dell'88'.
Franco Baresi
Del 29 Dicembre 2011
Veste Milan per 20 stagioni, sceso con i colori rossoneri perfino in serie B. Capitano storico e leader indiscusso, in suo onore fu ritirata la maglia numero sei dalla stagione 97-98. Al secondo posto nelle presenze all-time del Milan con 719 gettoni, arricchite da 33 reti. Il migliore difensore di tutti i tempi: "Leggenda".
Giuseppe Bergomi
Del 29 Dicembre 2011
Capitano storico e bandiera dell'Inter. Avversario leale in campo e protagonista di numerosi derby tra gli anni 80-90. Al Milan segnò due rreti entrambe in coppa Italia che sancirono il passaggio dei nerazzurri.
Nicola Berti
Del 29 Dicembre 2011
Il goal che decise il derby d'andata del 90-91 con uno splendido volo di testa e quello dell'annata 94-95 (complice anche la schiena di Rossi) rimangono nella storia del calcio di fine anni 80' inizio anni 90'. Di mezzo un goal nella stagione 92-93 pareggiato da Gullit che spianò la strada ai rossoneri verso la conquista del tredicesimo scudetto.

Milan NEWS

Guinness International Champions Cup; una manifestazione dai mille volti
La tournée americana vale tanto, non solo economicamente. Pippo Inzaghi dovrá capire cosa sará il suo Milan
[... continua]
Douglas Costa, nuova idea per l'attacco
Dopo i nomi di Iturbe, Cerci e Lavezzi, i rossoneri puntano a Costa. Unico problema l'ingaggio troppo alto
[... continua]
Inzaghi: sono contento e fiducioso
Conferenza stampa del mister prima della partenza per gli Usa; soddisfazione per i primi giorni di lavoro
[... continua]
Video puntate
ATUTTOSPORT20-05-13
Archivio video »
da twitter