Partita decisiva ai fini del raggiungimento di un terzo posto impensabile per buona parte della stagione. Milan-Roma, tra le reti di Totti, il petardo a Tancredi, le indelebili emozioni del '98/'99 e il saluto "sporcato" a Paolo Maldini.Milan Roma: ci siamo, manca davvero poco, pochissimo. Dopo potremo dire: "Chi l'avrebbe mai detto?". Ma fino ad allora, dita incrociate e bocche scaramanticamente serrate. Non so perché ma ancora questo Milan non mi trasmette la necessaria fiducia prima di un match per poter gridare con convinzione: “vinceremo!”. Dall'altra parte c'è la Roma, una rivale geografica e anche politica se vogliamo ma soprattutto, visto che sempre e solo di calcio si parla, una squadra da temere e rispettare malgrado la recente sconfitta casalinga contro il Chievo. E' cosa buona e giusta infatti cercare di non sottovalutare, ad un passo dalla meta, un'avversaria che ci ha fatto mangiare la polvere a casa nostra per ben quattro volte negli ultimi sei confronti. Certo, se con noi ci fosse il Marco Van Basten di fine anni ottanta, quello che avrebbe infiocinato anche un salmone guizzante se provvisto di casacca giallorossa, allora non ci sarebbero problemi e timori della vigilia. Del resto la paura dei lupi mi ha invaso durante l'adolescenza, quando il Milan di Sacchi iniziava ad incantare e seminare bellezza. Andai a San siro pieno di belle aspettative e c'erano tutti i miei idoli: Gullit, Baresi, Donadoni, Virdis. Un Milan spettacolare ma ancora troppo distante dal Napoli di Maradona e Careca. Senza ambizioni, senza illudermi di vincere nulla (anche se poi lo scudetto arrivò), il primo Milan-Roma di campionato della mia vita si rivelò un vero tiro al bersaglio. I rossoneri come un'orizzonte di centauri sul Chopper che avanzano a distesa sulla Route 66 inseguendo un uomo a piedi, scalzo che corre su di un sentiero di puntine da disegno. Insomma, una lotta impari che un ragazzino ottimista e sconsiderato (sull'imprevedibilità del calcio) non poteva far altro, se non aspettarsi, imminente, il crollo della massiccia diga giallorossa. Invece entra in scena un fattore tristemente consueto in quel campionato 1987-88. Il solito "premio Nobel" in deficienza che lancia un petardo verso Tancredi, il portiere della Roma. Il botto è assordante, a pochi centimetri da lui. Il numero uno romanista si accascia sul terreno di gioco. Perde i sensi. Il dottor Alicicco arriva trafelato, lo rianima e lo accompagna (stordito) fuori dal campo. Per tutte le tribune di San Siro serpeggia rabbia, sdegno, amarezza. Si sa già come andrà a finire. Ci sono precedenti e lo 0 a 2 a tavolino è praticamente certo. Entra Peruzzi (esordio in serie A) con due gambette che niente hanno a che vedere con le due mortadelle di Bologna insaccate dalla cura Juventus. Fatto sta che il secondo tempo inizia in un clima surreale di silenzio e di entusiasmo disperso. Il diavolo attacca, attacca e Peruzzino sfodera una prestazione da 10 in pagella. Soltanto un rigore di Virdis a pochi minuti dal termine piega la sua resistenza e regala al Milan una vittoria sacrosanta che in maniera meno sacrosanta verrà privata (a tavolino) di ogni valore. Esulto alla rete che si gonfia, ma è quella goduria “sporca”, macchiata oppure spenta come per una rete in un incontro amichevole. La storia racconta che il giudice sportivo agì come tutti si aspettavano e quel mio primo Milan-Roma diventò l'ennesimo vilipendio al calcio. Da quel momento però ne ho perse ben poche di queste superclassiche tra Diavoli e lupacchiotti. Grandi soddisfazioni, qualche scottatura e la malinconia totale rappresentata dai saluti (ufficioso) del prediletto Shevchenko e (ufficiale) dell'icona Maldini, quest'ultimo tristemente, incorniciato da qualche fischio dovuti alla sua “troppa” sincerità nei confronti della società e di alcuni tifosi. Fischi che MAI comprenderò. A livello emotivo e anche spettacolare però, le due vittorie rossonere per 3 a 2 (1998/99 e del 2000/2001) sono quelle che mi hanno lasciato un segno indelebile, carezzandomi le sfere emozionali più appaganti. Quelle che soltanto ad un tifoso possono dare qualcosa. La storia però viene riscritta continuamente e domenica sarà l'ultima dell'anno a San Siro. Mi aspetto nuove emozioni da conservare. Il mio timore per Totti ormai è cronico, si sà, ma cronica sta diventando anche la fiducia in quel puledro (a volte docile, a volte indomabile) che è Mario Balotelli.
Precedenti recenti:
1983-84 Milan-Roma 1-1 Verza (M), Pruzzo (Ro)
1984-85 Milan-Roma 2-1 Di Bartolomei (M), Hateley (M), Cerezo (Ro)
1985-86 Milan-Roma 0-1 Pruzzo
1986-87 Milan-Roma 4-1 Boniek (Ro), Virdis (M), Virdis (M), Virdis (M), Donadoni (M)
1987-88 Milan-Roma 0-2 a tavolino (1-0 Virdis, sul campo)
1988-89 Milan-Roma 4-1 Tassotti (M), Massaro (Ro), aut.Tempestilli (Ro), Van Basten (M), Baresi (M)
1989-90 Milan-Roma 1-0 Van Basten
1990-91 Milan-Roma 1-1 Rizzitelli (Ro), Agostini (M)
1991-92 Milan-Roma 4-1 Van Basten (M), Massaro (M), Rijkaard (M), Carnevale (Ro), Costacurta (M)
1992-93 Milan-Roma 0-0
1993-94 Milan-Roma 2-0 Papin, Nava
1994-95 Milan-Roma 1-0 Lentini
1995-96 Milan-Roma 3-1 Weah (M), Moriero (Ro), aut.Aldair (Ro), Panucci (M)
1996-97 Milan-Roma 1-1 Vierchowod (M), Fonseca (Ro)
1997-98 Milan-Roma 0-0
1998-99 Milan-Roma 3-2 Delvecchio (Ro), Leonardo (M), Ziege (M), Delvecchio (Ro), Weah (M)
1999.00 Milan-Roma 2-2 Delvecchio (Ro), Bierhoff (M), Moriero (Ro), Josè Mari (M)
2000-01 Milan-Roma 3-2 Leonardo (M), Shevchenko (M), Totti (Ro), Shevchenko (M), Totti (Ro)
2001-02 Milan-Roma 0-0
2002-03 Milan-Roma 1.0 Inzaghi
2003-04 Milan-Roma 1-0 Shevchenko
2004-05 Milan-Roma 1-1 Shevchenko (M), Montella (Ro)
2005-06 Milan-Roma 2-1 Kakà (M) rig., Mexes (Ro), Amoroso (M) rig.
2006-07 Milan-Roma 1-2 Totti (Ro), Brocchi (M), Totti (Ro)
2007-08 Milan-Roma 0-1 Vucinic (Ro)
2008-09 Milan-Roma 2-3 Riise (Ro), Ambrosini (M), Menez (Ro), Ambrosini (M), Totti (Ro)
2009-10 Milan-Roma 2-1 Menez (Ro), Ronaldinho (M) rig., Pato (M)
2010-11 Milan-Roma 0-1 Borriello
2011-12 Milan-Roma 2-1 Osvaldo (Ro), Ibrahimovic (M) rig., Ibrahimovic (M)
Ex:
Amelia (M), Mexes (M), Bojan (M)
Enrico Bonifazi
Gunnar Nordahl
Pietro Vierchowod
Sebastiano Rossi
Marcel Desailly
Daniele Massaro
Zvonomir Boban
Ruud Gullit
Franco Baresi
Giuseppe Bergomi
Nicola Berti
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