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Amarcord Milan-Roma

Del 11/05/2013 di Enrico Bonifazi


Amarcord Milan-Roma Partita decisiva ai fini del raggiungimento di un terzo posto impensabile per buona parte della stagione. Milan-Roma, tra le reti di Totti, il petardo a Tancredi, le indelebili emozioni del '98/'99 e il saluto "sporcato" a Paolo Maldini.

Milan Roma: ci siamo, manca davvero poco, pochissimo. Dopo potremo dire: "Chi l'avrebbe mai detto?". Ma fino ad allora, dita incrociate e bocche scaramanticamente serrate. Non so perché ma ancora questo Milan non mi trasmette la necessaria fiducia prima di un match per poter gridare con convinzione: “vinceremo!”. Dall'altra parte c'è la Roma, una rivale geografica e anche politica se vogliamo ma soprattutto, visto che sempre e solo di calcio si parla, una squadra da temere e rispettare malgrado la recente sconfitta casalinga contro il Chievo. E' cosa buona e giusta infatti cercare di non sottovalutare, ad un passo dalla meta, un'avversaria che ci ha fatto mangiare la polvere a casa nostra per ben quattro volte negli ultimi sei confronti. Certo, se con noi ci fosse il Marco Van Basten di fine anni ottanta, quello che avrebbe infiocinato anche un salmone guizzante se provvisto di casacca giallorossa, allora non ci sarebbero problemi e timori della vigilia. Del resto la paura dei lupi mi ha invaso durante l'adolescenza, quando il Milan di Sacchi iniziava ad incantare e seminare bellezza. Andai a San siro pieno di belle aspettative e c'erano tutti i miei idoli: Gullit, Baresi, Donadoni, Virdis. Un Milan spettacolare ma ancora troppo distante dal Napoli di Maradona e Careca. Senza ambizioni, senza illudermi di vincere nulla (anche se poi lo scudetto arrivò), il primo Milan-Roma di campionato della mia vita si rivelò un vero tiro al bersaglio. I rossoneri come un'orizzonte di centauri sul Chopper che avanzano a distesa sulla Route 66 inseguendo un uomo a piedi, scalzo che corre su di un sentiero di puntine da disegno. Insomma, una lotta impari che un ragazzino ottimista e sconsiderato (sull'imprevedibilità del calcio) non poteva far altro, se non aspettarsi, imminente, il crollo della massiccia diga giallorossa. Invece entra in scena un fattore tristemente consueto in quel campionato 1987-88. Il solito "premio Nobel" in deficienza che lancia un petardo verso Tancredi, il portiere della Roma. Il botto è assordante, a pochi centimetri da lui. Il numero uno romanista si accascia sul terreno di gioco. Perde i sensi. Il dottor Alicicco arriva trafelato, lo rianima e lo accompagna (stordito) fuori dal campo. Per tutte le tribune di San Siro serpeggia rabbia, sdegno, amarezza. Si sa già come andrà a finire. Ci sono precedenti e lo 0 a 2 a tavolino è praticamente certo. Entra Peruzzi (esordio in serie A) con due gambette che niente hanno a che vedere con le due mortadelle di Bologna insaccate dalla cura Juventus. Fatto sta che il secondo tempo inizia in un clima surreale di silenzio e di entusiasmo disperso. Il diavolo attacca, attacca e Peruzzino sfodera una prestazione da 10 in pagella. Soltanto un rigore di Virdis a pochi minuti dal termine piega la sua resistenza e regala al Milan una vittoria sacrosanta che in maniera meno sacrosanta verrà privata (a tavolino) di ogni valore. Esulto alla rete che si gonfia, ma è quella goduria “sporca”, macchiata oppure spenta come per una rete in un incontro amichevole. La storia racconta che il giudice sportivo agì come tutti si aspettavano e quel mio primo Milan-Roma diventò l'ennesimo vilipendio al calcio. Da quel momento però ne ho perse ben poche di queste superclassiche tra Diavoli e lupacchiotti. Grandi soddisfazioni, qualche scottatura e la malinconia totale rappresentata dai saluti (ufficioso) del prediletto Shevchenko e (ufficiale) dell'icona Maldini, quest'ultimo tristemente, incorniciato da qualche fischio dovuti alla sua “troppa” sincerità nei confronti della società e di alcuni tifosi. Fischi che MAI comprenderò. A livello emotivo e anche spettacolare però, le due vittorie rossonere per 3 a 2 (1998/99 e del 2000/2001) sono quelle che mi hanno lasciato un segno indelebile, carezzandomi le sfere emozionali più appaganti. Quelle che soltanto ad un tifoso possono dare qualcosa. La storia però viene riscritta continuamente e domenica sarà l'ultima dell'anno a San Siro. Mi aspetto nuove emozioni da conservare. Il mio timore per Totti ormai è cronico, si sà, ma cronica sta diventando anche la fiducia in quel puledro (a volte docile, a volte indomabile) che è Mario Balotelli.

 

Precedenti recenti:

1983-84 Milan-Roma 1-1 Verza (M), Pruzzo (Ro)

1984-85 Milan-Roma 2-1 Di Bartolomei (M), Hateley (M), Cerezo (Ro)

1985-86 Milan-Roma 0-1 Pruzzo

1986-87 Milan-Roma 4-1 Boniek (Ro), Virdis (M), Virdis (M), Virdis (M), Donadoni (M)

1987-88 Milan-Roma 0-2 a tavolino (1-0 Virdis, sul campo)

1988-89 Milan-Roma 4-1 Tassotti (M), Massaro (Ro), aut.Tempestilli (Ro), Van Basten (M), Baresi (M)

1989-90 Milan-Roma 1-0 Van Basten

1990-91 Milan-Roma 1-1 Rizzitelli (Ro), Agostini (M)

1991-92 Milan-Roma 4-1 Van Basten (M), Massaro (M), Rijkaard (M), Carnevale (Ro), Costacurta (M)

1992-93 Milan-Roma 0-0

1993-94 Milan-Roma 2-0 Papin, Nava

1994-95 Milan-Roma 1-0 Lentini

1995-96 Milan-Roma 3-1 Weah (M), Moriero (Ro), aut.Aldair (Ro), Panucci (M)

1996-97 Milan-Roma 1-1 Vierchowod (M), Fonseca (Ro)

1997-98 Milan-Roma 0-0

1998-99 Milan-Roma 3-2 Delvecchio (Ro), Leonardo (M), Ziege (M), Delvecchio (Ro), Weah (M)

1999.00 Milan-Roma 2-2 Delvecchio (Ro), Bierhoff (M), Moriero (Ro), Josè Mari (M)

2000-01 Milan-Roma 3-2 Leonardo (M), Shevchenko (M), Totti (Ro), Shevchenko (M), Totti (Ro)

2001-02 Milan-Roma 0-0

2002-03 Milan-Roma 1.0 Inzaghi

2003-04 Milan-Roma 1-0 Shevchenko

2004-05 Milan-Roma 1-1 Shevchenko (M), Montella (Ro)

2005-06 Milan-Roma 2-1 Kakà (M) rig., Mexes (Ro), Amoroso (M) rig.

2006-07 Milan-Roma 1-2 Totti (Ro), Brocchi (M), Totti (Ro)

2007-08 Milan-Roma 0-1 Vucinic (Ro)

2008-09 Milan-Roma 2-3 Riise (Ro), Ambrosini (M), Menez (Ro), Ambrosini (M), Totti (Ro)

2009-10 Milan-Roma 2-1 Menez (Ro), Ronaldinho (M) rig., Pato (M)

2010-11 Milan-Roma 0-1 Borriello

2011-12 Milan-Roma 2-1 Osvaldo (Ro), Ibrahimovic (M) rig., Ibrahimovic (M)  

 

Ex:

Amelia (M), Mexes (M), Bojan (M)  

 

Enrico Bonifazi

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Gunnar Nordahl
Del 29 Dicembre 2011
Miglior marcatore della storia del Milan. Vanta 268 presenze e 221 goal. Veniva soprannominato :"il pompiere". Per cinque anni consecutivi fu capocannoniere della serie A con un'incredivile media di 0,77 reti a partita.
Pietro Vierchowod
Del 29 Dicembre 2011
Mastino e perno della difesa sampdoriana ai tempi di Vialli e Mancini col quale ha vinto lo storico scudetto dell'annata 90-91. Memorabili i suoi duelli con Marco Van Basten. Sul finire di carriera Vierchowod vestirà anche la maglia rossonera nella sfortunata stagione 96-97.
Sebastiano Rossi
Del 29 Dicembre 2011
Nella storia italiana è il portiere che vanta il record d'imbattibilità stabilito nel campionato 93/94: 929' minuti senza subire goal. Con il Milan dal 90' al 02' vanta 240 presenze. Con i rossoneri ottiene 5 campionati, 2 supercoppe europee, 1 champions league, 3 supercoppe italiane e 1 coppa intercontinentale.
Marcel Desailly
Del 29 Dicembre 2011
Con il Milan dal 93' al 98'. Conquista 5 trofei. Nell'estate del 98' viene ceduto al Chelsea. Nello stesso periodo conquista il mondiale in Francia con la formazione padrona di casa.
Daniele Massaro
Del 29 Dicembre 2011
L'attaccante di scorta che ogni allenatore vorrebbe avere. Ogni volta che entrava dalla panchina andava a segno. Con i rossoneri raggiunge l'apice contribuendo con i suoi undici goal alla vittoria finale del campionato 93-94 regalando al Milan il 14° scudetto della sua storia. Inoltre arrichisce la sua stagione perfetta realizzando due goal nella finale di Champions ad Atene contro il Barcellona. In nove stagioni realizza 70 goal in 306 presenze. E' attualmente al 26° posto nella classifica delle presenze nel Milan.
Zvonomir Boban
Del 29 Dicembre 2011
Arrivò in Italia nell'estate del 91'. Fu prestato al Bari per poi tornare ad indossare la maglia del Milan che vestirà fino alla stagione 2001. Vanta 251 presenze e 30 goal. La sua miglior stagione è targata 98-99, anno del 16° scudetto rossonero.
Ruud Gullit
Del 29 Dicembre 2011
Al Milan dall'estate dell'87, anno in cui vince il pallone d'oro. Indossa la maglia rossonera per ben 171 volte realizzando 56 goal. Con Sacchi arrivano numerosi trofei in Italia, in Europa e nel mondo. In Italia vestirà anche la maglia della Sampdoria col quale vincerà una coppa Italia. Con la nazionale olandese conquisterà gli Europei dell'88'.
Franco Baresi
Del 29 Dicembre 2011
Veste Milan per 20 stagioni, sceso con i colori rossoneri perfino in serie B. Capitano storico e leader indiscusso, in suo onore fu ritirata la maglia numero sei dalla stagione 97-98. Al secondo posto nelle presenze all-time del Milan con 719 gettoni, arricchite da 33 reti. Il migliore difensore di tutti i tempi: "Leggenda".
Giuseppe Bergomi
Del 29 Dicembre 2011
Capitano storico e bandiera dell'Inter. Avversario leale in campo e protagonista di numerosi derby tra gli anni 80-90. Al Milan segnò due rreti entrambe in coppa Italia che sancirono il passaggio dei nerazzurri.
Nicola Berti
Del 29 Dicembre 2011
Il goal che decise il derby d'andata del 90-91 con uno splendido volo di testa e quello dell'annata 94-95 (complice anche la schiena di Rossi) rimangono nella storia del calcio di fine anni 80' inizio anni 90'. Di mezzo un goal nella stagione 92-93 pareggiato da Gullit che spianò la strada ai rossoneri verso la conquista del tredicesimo scudetto.

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