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Franco Baresi

Del 29/12/2011 di Enrico Bonifazi


Franco Baresi Veste Milan per 20 stagioni, sceso con i colori rossoneri perfino in serie B. Capitano storico e leader indiscusso, in suo onore fu ritirata la maglia numero sei dalla stagione 97-98. Al secondo posto nelle presenze all-time del Milan con 719 gettoni, arricchite da 33 reti. Il migliore difensore di tutti i tempi: "Leggenda".

Quando sentiamo qualche anziano citare, con gli occhi che brillano di nostalgia, i mitici anni sessanta, anche a noi nelle cui vene scorre sangue rossonero, il cuore si annoda un po. Non è per l'economia fiorente, né per le belle canzoni di amore assoluto e nemmeno per gli stabilimenti balneari o per la rivolta del '68. La spiegazione è più semplice: negli anni sessanta ...e più precisamente l' 8 maggio del 1960, a Travagliato in provincia di Brescia, nasce colui che diverrà il più grande difensore di tutti i tempi: Franchino (detto Franco) Baresi. Le ginocchia sbucciate, il carattere chiuso dalla timidezza e i tanti palloni forati durante i lunghissimi pomeriggi di Luglio, passati interamente a giocare a calcio assieme ai fratelli Angelo e Beppe, compongono l'infanzia del trio più temuto (in chiave calcistica) della zona. Tutti sanno che “la squadra dei Baresi” è praticamente imbattibile e lo scopre anche il Milan, giunta per disputare un'amichevole tra selezioni giovanili contro l'Unione Sportiva Oratorio Travagliato e sconfitta per 4 a 0. Il merito è anche di Guido Settembrino, l'allenatore della squadra che propone a Beppe Baresi, il mezzano, di sostenere un provino per l'Inter. La famiglia ha radici rossonere ma di fronte alla grande occasione nessuno pone ostacoli e Beppe diventa un giocatore nerazzurro. Dopo la morte della madre, Franco si chiude in se stesso. Il dolore e la perdita dell'appetito lo rendono fragile e gracilino. Ad un provino per l'Inter, viene “scartato” proprio per le caratteristiche fisiche poco convincenti. Presente alla prova però c'è Italo Galbiati, colpito dalla sua destrezza e dal piede buono. Italo sta per passare al Milan nello staff tecnico e offre a Franco una seconda occasione ...questa volta nei rossoneri. E' così che nasce un'epoca. La storia del club viene riscritta nel momento in cui Francesco Zagatti (sempre sia lodato) lo “arruola” nelle file del Milan. Franco inizia ad impegnarsi sul campo e nello studio. Durante il torneo di Viareggio del 1977 mostra doti da grande difensore e Gianni Rivera, l'idolo di Franco, dedica in un'intervista splendide parole per lui. Purtroppo un'altra tragedia colpisce la famiglia dei Baresi quando Terzo, il padre, viene investito da un'automobile e perde la vita. I tre fratelli e Lucia, la sorella maggiore si riuniscono nel dolore. La voglia di ribellarsi ad un destino beffardo e crudele “corazza” Baresi che in campo si distingue per la grinta e la tenacia. Lanciato da  Nils Liedholm giovanissimo in prima squadra nel 1977, diventa ben presto il più amato dalla curva e una pedina fondamentale per la difesa rossonera. Nella sua seconda stagione, Franco, guida la retroguardia del Milan con la sicurezza e l'abilità di un veterano alla conquista del decimo scudetto, quello della stella. Sembra una coincidenza banale ma una stella è davvero spuntata sul tappeto di San Siro. Purtroppo, anche il calcio gioca un brutto tiro al giovane rossonero. Verso la fine del campionato 1979-1980, scoppia lo scandalo delle scommesse clandestine che coinvolge  alcuni tesserati del Milan. La squadra viene retrocessa all'ultimo posto e quindi in serie B. All'Inter convincono Collovati ad unirsi a loro ma il tentativo di strappare ai rossoneri anche il neocapitano Baresi fallisce per il secco rifiuto del “piscinin”. Il Milan fatica a rilanciarsi e dopo la brillante risalita segue un'altra retrocessione e poi un periodo di “purgatorio” fino all'arrivo di Arrigo Sacchi nel 1987, momento decisivo nella carriera del capitano che si trova a dirigere la difesa nella innovativa strategia del fuorigioco. I rossoneri incantano l'Europa con una serie di amichevoli di lusso e dopo aver festeggiato in Italia la conquista dell' undicesimo scudetto, domina per due anni consecutivi la coppa dei Campioni. Per tutti, il numero 6 è Baresi. Un leader ...una bandiera. La difesa del Milan diviene leggendaria. Al suo fianco, si dice, chiunque farebbe bella figura. Maldini, Costacurta, Galli e Tassotti lo affiancano. Mattoni di un muro che fatica a vacillare. Giocare contro quel Milan scoraggia gli avversari come quando nel Risiko (noto gioco da tavolo) ti trovi con un paio di carrarmatini ad attaccare una nazione con due bandierine. Spesso, nei servizi di 90° minuto, ai tifosi avversari non resta nemmeno la soddisfazione di vedere una sola azione della propria squadra del cuore. Il passaggio del Milan da Sacchi a Capello nel 1991, porta alla retroguardia accorgimenti particolari e la difesa del Milan batte il record del minore numero di gol subiti, vincendo quattro scudetti e una coppa dei Campioni. Al capitano sfuggono per un soffio il pallone d'oro (che meriterebbe) e la conquista del campionato mondiale di U.S.A. '94 nella bollente finale contro il Brasile, da lui giocata appena 20 giorni dopo l'operazione al menisco e conclusasi amaramente con una sconfitta ai calci di rigore. Le lacrime di Franco sono di quelle che sciolgono i cuori ma nessuno gli fa pesare l'errore dal dischetto perchè, non c'è alcun dubbio che lui abbia dato il massimo per i colori della nazione. L'ultimo suo campionato è strano. Il Milan campione d'Italia si affloscia e incassa gol da tutti. La squadra termina a metà classifica e Baresi, saluta il proprio pubblico nella partita contro il Cagliari. Non rientra nei programmi del Capello-bis ma la curva sud è con lui e quel giorno, uno striscione lungo tutto il settore blu, riporta la scritta “RESTA CON NOI”. Il capitano lascia la squadra dopo un ventennio di gloria e grandi successi. Il numero 6 viene ritirato a vita. Nessuno indosserà più la maglia di Franco Baresi. La fascia di capitano passa a Maldini ma resterà per sempre tatuata sul suo cuore. Il suo palmares a fine carriera è incredibile... 6 scudetti, 4 Supercoppe Italiane, 3 Coppe dei Campioni, 3 Supercoppe Europee, 2 Coppe Intercontinentali, 1 Mitropa e 1 Campionato del Mondo (da riserva di Scirea). Viene da sorridere al pensiero che nonostante quelle spalle definite da “qualcuno” così mingherline, si sia fatto i muscoli sollevando coppe al cielo.  Le belle parole spese per lui da Gianni Brera, ne sottolineano l'aspetto tecnico e atletico: «Baresi  è dotato di uno stile unico, prepotente, imperioso, talora spietato. Si getta sul pallone come una belva: e se per un caso dannato non lo coglie, salvi il buon Dio chi ne è in possesso! Esce dopo un anticipo atteggiandosi a mosse di virile bellezza gladiatoria. Stacca bene, comanda meglio in regia: avanza in una sequenza di falcate non meno piacenti che energiche: avesse anche la legnata del gol, sarebbe il massimo mai visto sulla terra». In realtà, qualche soddisfazione, il “piscinin” se la è tolta anche in avanti. Grande realizzatore di calci di rigore, ha segnato anche reti pesanti grazie alle sue storiche sgroppate. In pochi sanno che tra i suoi titoli individuali c'è quello di capocannoniere nella Coppa Italia del 1990 con 4 reti (tutte su calcio di rigore). Ora Baresi è lontano dal campo, vive la vita con la moglie Maura e i figli. Per chi ha vissuto la sua passione sportiva  nel periodo di Kaiser Franz (soprannome dovuto all'eredità affibbiatagli dai tifosi per le caratteristiche comuni con il grande Beckenbauer), ci sarà sempre un posto d'onore per lui nei ricordi di quegli anni in cui usciva palla al piede incendiando lo stadio e tutti cantavano a squarciagola “ Franco Baresi c'è solo un Franco Baresi ...Il capitano , c'è solo il capitano”.

Enrico Bonifazi


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Gunnar Nordahl
Del 29 Dicembre 2011
Miglior marcatore della storia del Milan. Vanta 268 presenze e 221 goal. Veniva soprannominato :"il pompiere". Per cinque anni consecutivi fu capocannoniere della serie A con un'incredivile media di 0,77 reti a partita.
Pietro Vierchowod
Del 29 Dicembre 2011
Mastino e perno della difesa sampdoriana ai tempi di Vialli e Mancini col quale ha vinto lo storico scudetto dell'annata 90-91. Memorabili i suoi duelli con Marco Van Basten. Sul finire di carriera Vierchowod vestirà anche la maglia rossonera nella sfortunata stagione 96-97.
Sebastiano Rossi
Del 29 Dicembre 2011
Nella storia italiana è il portiere che vanta il record d'imbattibilità stabilito nel campionato 93/94: 929' minuti senza subire goal. Con il Milan dal 90' al 02' vanta 240 presenze. Con i rossoneri ottiene 5 campionati, 2 supercoppe europee, 1 champions league, 3 supercoppe italiane e 1 coppa intercontinentale.
Marcel Desailly
Del 29 Dicembre 2011
Con il Milan dal 93' al 98'. Conquista 5 trofei. Nell'estate del 98' viene ceduto al Chelsea. Nello stesso periodo conquista il mondiale in Francia con la formazione padrona di casa.
Daniele Massaro
Del 29 Dicembre 2011
L'attaccante di scorta che ogni allenatore vorrebbe avere. Ogni volta che entrava dalla panchina andava a segno. Con i rossoneri raggiunge l'apice contribuendo con i suoi undici goal alla vittoria finale del campionato 93-94 regalando al Milan il 14° scudetto della sua storia. Inoltre arrichisce la sua stagione perfetta realizzando due goal nella finale di Champions ad Atene contro il Barcellona. In nove stagioni realizza 70 goal in 306 presenze. E' attualmente al 26° posto nella classifica delle presenze nel Milan.
Zvonomir Boban
Del 29 Dicembre 2011
Arrivò in Italia nell'estate del 91'. Fu prestato al Bari per poi tornare ad indossare la maglia del Milan che vestirà fino alla stagione 2001. Vanta 251 presenze e 30 goal. La sua miglior stagione è targata 98-99, anno del 16° scudetto rossonero.
Ruud Gullit
Del 29 Dicembre 2011
Al Milan dall'estate dell'87, anno in cui vince il pallone d'oro. Indossa la maglia rossonera per ben 171 volte realizzando 56 goal. Con Sacchi arrivano numerosi trofei in Italia, in Europa e nel mondo. In Italia vestirà anche la maglia della Sampdoria col quale vincerà una coppa Italia. Con la nazionale olandese conquisterà gli Europei dell'88'.
Giuseppe Bergomi
Del 29 Dicembre 2011
Capitano storico e bandiera dell'Inter. Avversario leale in campo e protagonista di numerosi derby tra gli anni 80-90. Al Milan segnò due rreti entrambe in coppa Italia che sancirono il passaggio dei nerazzurri.
Nicola Berti
Del 29 Dicembre 2011
Il goal che decise il derby d'andata del 90-91 con uno splendido volo di testa e quello dell'annata 94-95 (complice anche la schiena di Rossi) rimangono nella storia del calcio di fine anni 80' inizio anni 90'. Di mezzo un goal nella stagione 92-93 pareggiato da Gullit che spianò la strada ai rossoneri verso la conquista del tredicesimo scudetto.
Marco Materazzi
Del 29 Dicembre 2011
Leader a Perugia un pò meno all'Inter. Nel 2006, quello che oggi viene considerato un leader dai tifosi nerazzurri aveva firmato un contratto con il Milan. Solo il volere dei tifosi rossoneri impedì a Galliani di depositare il contratto. Le sue provocazioni nei confronti del club di via Turati sono state spesso poco rispettose di conseguenza entra di diritto in questo spazio del sito

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