Barbara Berlusconi in un'intervista a Repubblica smentisce le indiscrezioni lanciate dal quotidiano Libero su possibili screzi avuti con la sorella Marina su una possibile cessione del MilanIntervista lunga e piena di spunti quella che Barbara Berlusconi ha rilasciato al quotidiano Repubblica. Nell'intervista la giovane dirigente rossonera ha parlato del futuro del club, della mancata cessione di Pato, ma soprattutto del rapporto con la sorella, dopo le voci di possibili contrasti avuti con Marina su una possibile cessione del club rossonero. La notizia era stata lanciata dal quotidiano Libero, e si parlava di una Marina Berlusconi decisamente contrariata e propensa a vendere il Milan, anche contro la volontà di Barbara. "In questa mia avventura i miei fratelli mi stanno sostenendo - svela Barbara, smentendo ogni ipotesi di lite in famiglia sulla questione Milan - Marina in particolare è quella che mi da più coraggio, lei sa che per una donna è più difficile affermarsi". Parole di stima e affetto arrivano anche per Galliani: "Lui sono 26 anni che lavora al Milan, è vicepresidente e amministratore delegato, un vero punto di riferimento per me. Sono contenta di avere il privilegio di poterlo affiancare". Su un possibile ritorno del padre alla presidenza del club Barbara sostiene che "sarebbe importante per dare nuovo slancio alla società e alla squadra". Continua poi rivendicando il grande impegno della famiglia Berlusconi per il Milan, anche se "chi pensa ancora che il Milan sia un giocattolo di lusso non comprende come il calcio si sia sviluppato e sia cambiato. Questo sport è diventato anche business, non più sola passione sportiva. Il Milan per rimanere competitivo a livello internazionale ha bisogno di attrarre nuovi partner commerciali, far crescere la notorietà del brand, rinnovare le strutture, gestire il marchio a 360 gradi. Il modello del calcio del futuro - continua Barbara - è un mix di successi sportivi e capacità di ottenere risultati commerciali, finanziari e manageriali". Alla domanda su come potrebbe cambiare il calcio, Barbara risponde che "per il futuro vorrei che il calcio fosse più emozionante, non tanto per la partita quanto per il contorno e tutto l'insieme. Dagli stadi fino al marchio delle squadre, e soprattutto al modo di vivere l'incontro, che deve trasmettere adrenalina positiva". Sulla questione Pato Barbara si limita a dire che "mi sono tenuta volontariamente fuori dalla vicenda. Le decisioni di mio padre e Adriano Galliani sono state dettate esclusivamente da valutazioni tecniche ed economiche".
Pier Paolo Mottola
(foto tratta da GQItalia.it)
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