Dopo 3 stagioni passate a Madrid, il fantasista verdeoro Kaką potrebbe far ritorno nella Milano rossonera.
Top players ceduti, bilancio da risanare, società che per decenza promette di rimborsare gli abbonamenti già sottoscritti da circa 9000 tifosi (pochissimi rispetto ai dati registrati nello scorso luglio), amanti rossoneri amareggiati e sconvolti per la recente perdita di idoli e senatori e parecchio timorosi di assistere al definitivo declino del Diavolo: questa è in breve la situazione in cui si trova l’universo rossonero dopo i mesi trascorsi ad assistere al trionfo juventino nel campionato prima ed a veder partire poi gli unici due giocatori capaci di essere decisivi nei loro rispettivi ruoli. Guardiamo in faccia la realtà: il Milan è attualmente una squadra di medio livello che sta provando a ricostruire un futuro vincente partendo da alcuni giovani e da giocatori non proprio altamente quotati sul mercato (per usare un eufemismo) ma di buone speranze. Partendo da questa inconfutabile realtà si fa presto a prevedere una stagione più ricca di insoddisfazioni che di trionfi, eppure ogni milanista ha dentro di sé la flebile speranza di poter lottare anche nella prossima stagione per traguardi importanti.
Sappiamo benissimo che la rosa attuale andrebbe rinforzata con almeno un difensore centrale di livello, un terzino sinistro decente (rassegniamoci all’idea che Allegri non schiererà mai Emanuelson in quel ruolo), un regista a centrocampo ed una punta di peso capace di raccogliere la pesantissima eredità di Zlatan Ibrahimovic; eppure mi sento di poter dire che al Milan in questo momento più che dei giocatori sopracitati c’è bisogno di cuore, di qualcuno capace di riaccendere l’amore e l’entusiasmo della tifoseria e che sappia trascinare emotivamente la squadra verso un livello superiore, e chissà che quel giocatore non sia proprio Kakà.
Perché spendere 10/15 milioni per un giocatore di 30 anni che andrebbe ad influire negativamente sul nostro monte stipendi? Perché non reinvestire tale cifra su qualche giovane di belle speranze? Beh, per quanto mi riguarda l’acquisto di Kakà significherebbe riportare entusiasmo ad una piazza stanca e delusa dalle prese in giro societarie e significherebbe poter nuovamente contare su di un calciatore capace di trasmettere passione dentro e fuori dal campo. Se vi soffermate per un attimo a pensare all’attuale rosa del Milan infatti, difficilmente individuerete quel campione su cui riporre le vostre speranze durante ogni partita. Gli unici due calciatori capaci al momento di scaturire tale effetto sarebbero Boateng e Pato, ma visti i trascorsi fisici dei due nell’ultima stagione capite bene che tali speranze non possono essere ben ripagate.
Il tifoso rossonero non vive solo di risultati: vive di storie, di emozioni, di grandi campioni capaci di lasciare un segno indelebile. Non accusateci di opportunismo, i campionati si possono perdere tranquillamente, quello che al tifoso interessa è che la squadra sappia lottare ogni anno con classe e dignità. Adesso come adesso abbiamo assolutamente bisogno di illuderci, di tornare a sognare e magari di veder segnare ed esultare con gli indici al cielo un giocatore brasiliano con la maglia numero 22, il nostro ultimo pallone d’oro.
Ovviamente la trattativa per il ritorno del nostro Ricardo Izecson Dos Santos leite sarà molto lunga e difficile, ma al momento pare che tutte le parti siano favorevoli affinché l’asso brasiliano bistrattato da Mourinho possa di nuovo far di San Siro la propria casa calcistica. L’impressione è che Galliani sarà chiamato a ripetere un nuovo miracolo dirigenziale per far quadrare i conti ma, caso Tevez a parte, sappiamo benissimo che quando il nostro amministratore delegato si espone non lo fa mai per caso. Ti aspettiamo Ricky, dipendesse da me saresti già tornato a casa.
Donato Boccadifuoco
(immagine miniatura tratta da: sfondicalcio.it / immagine articolo tratta da: blogosfere.it)
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