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La rabbia e l’orgoglio

Del 17/03/2017 di Damiano Caprioli


La rabbia e l’orgoglio Dopo la partita contro la Juve restano due sentimenti contraddistinti: la rabbia per aver perso per un rigore “abbastanza” generoso, l’orgoglio nel vedere i nostri giocatori tenere alla maglia del Milan.

Non ci potevo credere quando ho visto l’arbitro fischiare un rigore quantomeno dubbio a tempo ampiamente scaduto (recupero compreso). Questa è stata opera del giudice di linea,lo stesso che arbitrò la partita nella quale siamo restati in 9 contro il Bologna. L’arbitro ha poi ammonito Romagnoli per delle proteste (tutti gli juventini han protestato diverse volte senza essere toccati). Vabbé, questo è il calcio, però paradossalmente questa sconfitta ci ha lasciato più di un semplice pareggio.
Quello che sto per dire non è sportivo per niente, ma non importa, io sono tifoso, non sportivo. Il nostro unico campione ha baciato la maglia del Milan sotto la curva juventina, Bacca ha inveito contro l’arbitro dimostrando attaccamento alla maglia, alcuni giocatori si sono sfogati negli spogliatoi avversari… Questo non è lo stile Milan, ma almeno ambiente e tifosi hanno ritrovato la voglia di Milan ed una certa compattezza. Questo non con una bella vittoria, ma con una sconfitta che sentono ingiusta. Il Milan deve ripartire da questo.


Ma quale Milan?
Sono ore di attesa per la nuova data del “Closing” (?!?). Si attendeva la terza caparra entro oggi, tuttavia c’è stato uno slittamento dello slittamento del precedente slittamento sull’arrivo di tali 100 milioni di euro. Da dove arrivano? Chi c’è dietro? Nessuno lo sa, solo i diretti interessati. Sui giornali si leggono tantissime ipotesi che lasciano l’amaro in bocca ai tifosi rossoneri. Ora basta, ora si dovrebbe guardare al futuro. I dubbi sono tantissimi: se restassero l’attuale proprietà e management saremmo destinati ad altri campionati anonimi con sessioni di calciomercato condite da prestiti, elemosine e cariatidi.


Un Milan cinese? All’inizio si erano fatti nomi altisonanti, la certezza della presenza del Governo, ed ora invece c’è solo il nome di un broker e nulla più. Ci sarà ambizione? Si potrà ricominciare a parlare di titoli? Nomi altisonanti? Campioni? Quale sorte ci attenderà?
Le premesse, sia nello scenario A che in quello B, non sono delle migliori. Mi ero illuso che la proprietà cinese ci avrebbe fatto sognare, ma il rifiuto di Maldini di entrare a fare parte del management ed i continui rinvii del closing mi hanno messo più di una pulce nell’orecchio. Mirabelli e Fassone ci sono ancora, quindi una piccola speranza c’è, però dovranno convincerci bene sulla bontà del progetto.


Sabato sera un Milan decimato affronterà il Genoa: formazione quasi obbligata per Montella, ovvero Donnarumma, Paletta, Zapata, De Sciglio, Vangioni, Pasalic, Kucka, Bertolacci (dubbio Locatelli), Ocampos, Deulofeu e Lapadula. Obbligatorio vincere.


Damiano Caprioli

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