Nella finale di Coppa Italia, il Napoli, torna ad alzare un trofeo dopo i fasti di Maradona. A discapito della Juventus di Conte, che forse ha peccato di superbia.
Con la finale di ieri sera, si chiude la stagione calcistica delle grandi squadre. L’ultima partita della stagione ci ha detto che la Juve non è imbattibile, come i tifosi e la dirigenza bianconera credevano. Abbiamo assistito una partita intensa ed equilibrata, spesso anche nervosa (l’espulsione di Quagliarella è solo il caso più eclatante). Probabilmente i bianconeri hanno pagato la troppa sicurezza, dimostrata soprattutto ad inizio ripresa. Dal canto suo invece il Napoli, ha colpito con la sua arma migliore, le ripartenze dei suoi tre tenori. E proprio da queste situazioni sono arrivati il rigore procurato da Lavezzi e trasformato da Cavani e il gol di Hamsik. La sconfitta della Juventus ha fatto passare in secondo piano, a mio avviso, l’evento clou della giornata. Mi riferisco all’ultima partita in bianconero di una leggenda come Alex Del Piero. Il capitano è stato addirittura sostituito quando la sua squadre era in svantaggio. In questo frangente, secondo me, Conte ha sbagliato, perché capisco che si sta disputando una finale di Coppa Italia, ma togliere l’occasione a Del Piero di poter essere decisivo nella sua ultima partita, alzare il suo ultimo trofeo da capitano juventino è stata, considerato quello che ha rappresentato per la Juventus, una punizione che non meritava. Ma dal sicuro abbandono di Del Piero passiamo a quello molto probabile di Lavezzi. Le lacrime e gli abbracci con i suoi compagni a fine partita sono più di un indizio. Se il suo futuro sarà ancora in Italia (appare comunque improbabile) o all’estero (PSG su tutti) ancora non si sa con certezza, ma quello che appare certo è che la storia d’amore tra il Pocho e la città partenopea è giunta ai titoli di coda. Di certo De Laurentis con i soldi ricavati dalla cessione dell’argentino, avrà la possibilità di rinforzare una squadra già con delle basi solide e cercare di tenere Cavani e Hamsik. Già alcuni operatori di mercato dicono di un possibile interesse per Giuseppe Rossi, che considerato il grave infortunio subito e la retrocessione del Villareal, può essere preso a prezzi accessibili (mi chiedo come mai il Milan, che fa da sempre una campagna acquisti all’insegna del risparmio, non ne approfitti). La vittoria della Coppa Italia è stata una sorta di consolazione, dopo l’eliminazione abbastanza rocambolesca dalla Champions. Chiudiamo il capitolo Coppa Italia e parliamo un po’ di Milan. Negli ultimi giorni l’attenzione si sposta dai mal di pancia di Ibra, agli assalti a Thiago Silva, alle ufficializzazioni di Montolivo e Traorè e ai rinnovi. Anche se Galliani continua a smentire, ma conoscendo la storia recente di Ibra non c’è smentita che tenga, i malumori dello svedese sono sempre più insistenti e , soprattutto se la società non farà una campagna acquisti all’altezza, non è da escludere che potremmo assistere ad una clamorosa cessione. Stessa cosa vale per il capitolo Thiago Silva. Ad andare indietro nel tempo mi pare di rivivere la telenovela Kakà, quando, nonostante le continue smentite, alla fine il campione brasiliano fu sacrificato per il bene delle casse societarie. Per i due nuovi acquisti, anche se di certo non sono i nomi altisonanti che tutti vorremmo, dobbiamo aspettare le prime apparizioni ufficiali prima di giudicare (il caso Muntari docet). Quello che sembra chiaro è che assisteremo ad un’estate travagliata e incerta, sperando che alla fine la rosa possa uscirne rinforzata e con i suoi attuali fuoriclasse.
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