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Mazzarri-Conte-Ranieri: il trio dei piangina. Allegri si prende le sue rivincite

Del 20/02/2012 di


Mazzarri-Conte-Ranieri: il trio dei piangina. Allegri si prende le sue rivincite Niente scossoni nella ventiquattresima giornata. Il distacco tra Juve e Milan resta invariato. Crisi piena per l'Inter. Il Napoli arriva in forma alla sfida europea col Chelsea.

Oggi voglio iniziare parlando delle cattive abitudini degli allenatoriin Italia. Non è possibile che ogni volta che la squadra perda si dia la colpa al terreno, al vento, alla neve, ai pali, alle traverse, al fatto che il portiere avversario abbia fatto il suo dovere(cioè parare), e giù di lì fino a giustificare la sconfitta indicando come responsabile Paolo Fox e il suo oroscopo. Ma il bersaglio preferito dai tecnici nostrani sono, come al solito, gli arbitri. Ora posso capire che un tifoso, a caldo, giustifichi la sconfitta della propria squadra in questo modo. Sono famosi i cori e gli epitteti rivolti all'arbitro dagli spalti. Ma da un allenatore, soprattutto di una grande squadra, questo non è ammissibile. Ovviamente, e per fortuna, non tutti gli allenatori in Italia si comportano in questo modo. Ma ve ne sono tre che ci hanno abituato a queste fastidiose e inutili polemiche. Il precursore in questa strategia è stato sicuramente Walter Mazzarri che, provando ad imitare il collega Mourinho, dopo una sconfitta si presenta ai microfoni ed inizia a sciorinare la lista dei torti subiti dalla propria squadra. Quest'anno questa sua cattiva abitudine non è affatto andata via, e il tecnico del Napoli, dopo lo 0-0 interno con il Cesena, gara che precedeva la trasferta di S.Siro con il Milan, parlò di ripetuti torti subiti nell'ultimo periodo dal suo Napoli che sarebbero costati 5 punti agli azzurri. Ora, tralasciando il merito di come faccia Mazzarri a riscrivere le classifiche, vediamo l'esito. A San Siro Ibrahimovic viene espulso(giustamente) e Aronica no, oltre ad un rigore solare non dato su Robinho. Tutti pensiamo che non si possa fare peggio del buon maestro Mazzarri, ma passano nemmeno due settimane e il detto "l'allievo che supera il maestro" viene confermato. Antonio Conte si presenta senza voce dopo uno scialbo 0-0 ottenuto al Tardini, e comincia ad inveire contro la terna arbitrale, chiedendo parità di trattamento per la sua Juve. Chissà, sarà forse il Parma che fa accendere nella testa di Conte una lucetta con sù scritto "arbitri", dato che già dopo la gara di andata, stravinta dalla Juve per 4-1, Conte aveva più o meno detto le stesse cose. Guardando ai fatti, nella trasferta di Parma è stato negato un rigore alla Juve(e non i due che reclamava Conte), e c'era anche un rigore solare per il Parma. Nella gara successiva, quella di ieri con il Catania, la Juve si vede convalidare il gol del 2-1, con Chiellini che prima di staccare placca rugbysticamente il suo marcatore Bergessio. Oltre ad una disparità di trattamento nell'assegnazione dei falli. Al Catania viene puntio goni minimo contatto, alla Juventus si lascia correre quasi tutto. Interrogato sull'arbitraggio, Conte risponde che l'arbitro è stato impeccabile. Mi sa che abbiamo capito cosa intende Conte con "parità di trattamento".  Ma al festival del pianto non poteva mancare Ranieri, che nel mezzo della bufera con la sua Inter, si ingelosisce delle proteste di Conte e dice che se la Juve è arrabbiata con gli arbitri, l'Inter dovrebbe essere furiosa. Ora tutti questi atteggiamenti, uniti ad atteggiamenti tenuti da certi giocatori, quali ad esempio Chiellini che invoca la prova tv per Ibra, Aronica che provoca in continuazione i suoi avversari, oppure intere squadre che accerchiano l'arbitro ad ogni fallo che gli viene fischiato contro, non aiutano certo gli arbitri ad essere più tranquilli. Questi arbitri vogliamo aiutarli o no? Se la risposta è sì, si prenda esempio da Allegri e Luis Enrique, che di arbitri non parlano mai.

Il Milan arriva al meglio alla sfida che potrebbe segnare la stagione, ossia la sfida-scudetto di sabato prossimo con la Juventus. Dopo la sonante vittoria ottenuta con l'Arsenal, il Milan si ripete anche al Manuzzi. E i gol segnati arrivano tutti da giocatori su cui Allegri ha scommesso contro tutto e tutti. Muntari, Emanuelson e Robinho risolvono la gara, unendo tutti e tre al gol anche una prestazioni brillante. Il ghanese, reduce dalla Coppa d'Africa, era stato accolto con timidezza da addetti ai lavori e tifoseria. Invece si è inserito al meglio nel centrocampo rossonero, offrendo dinamismo, corsa, inserimenti e anche un discreto sinistro. Emanuelson invece ci ha messo poco più di un anno per inserirsi, ma dopo una serie di prestazioni irritanti, pare che nelle ultime partite abbia acquistato fiducia, e sta mostrando tutte le sue doti. Ottima tecnica di base, capacità di fraseggio con i compagni e buon senso tattico. Robinho invece, dopo una serie di prestazioni deludenti, è tornato quello dello scorso anno. Non solo è tornato a segnare, ma salta spesso l'uomo, è sempre partecipe nella manovra ed è una spina nel fianco per le difese avversarie. Il Milan di Allegri ora pare lontano parente di quello visto fino a dieci giorni fa, lento impacciato, prevedibile e senz'anima. Ora è una squadra veloce, che aggredisce la partita sin dai primi minuti, e gioca anche un calcio gradevole, con scambi di prima e inserimenti continui dei centrocampisti. Un plauso, oltre che ad Allegri, va fatto anche alla dirigenza. A parte Ibrahimovic, Boateng, Robinho ed El Shaarawy, soldi spesi bene, gli altri acquisti sono stati tutti a costo 0 o con esborsi minimi. Eppure rispondono ai nomi di Yepes, Mexes, Mesbah, Muntari, Emanuelson, Aquilani, Nocerino, Cassano. Se si considera che da altre parti hanno speso fior di milioni per gente come Diego, Amauri, Felipe Melo, Krasic, Elia, Jonathan, Zarate, Alvarez, Nagatomo, Ranocchia, Forlan, la differenza è sotto gli occhi di tutti. Tuttavia la gara di sabato non sarà facile. Le assenze continuano ad essere tante, e la speranza è quella che a Ibrahimovic venga ridotta la squalifica e che si recuperi Boateng, sulle cui condizioni fisiche aleggia un fitto mistero. Se non dovessimo averli in campo l'impresa sarebbe ancora più ardua, vista l'importanza che hanno questi due campioni nel gioco del Milan.

All'Inter nessuno ci capisce più nulla. Era stato facile scaricare tutte le colpe sul povero Gasperini, ma la musica con Ranieri non pare essere cambiata. A parte l'illusorio filotto di sette vittorie consecutive, per il resto la musica non è cambiata. San Siro, che con Mourinho era diventato un fortino inespugnabile, è divenuta terra di conquista per tutti, anche per squadre come Novara e Bologna. Sul futuro regnano tante incertezze. Dall'idea di cacciare Ranieri subito e affidare l'Inter a Figo al sogno Guardiola, le voci sono tante. Anche se a me viene spontanea una domanda: perchè Guardiola dovrebbe lasciare il club più forte al mondo per andare ad allenare una squadra a pezzi? Al Napoli l'aria della Champions sembra far bene. Dopo due mesi disastrosi, il Napoli ha ripreso a correre proprio alla vigilia di Napoli-Chelsea. E visto il Chelsea di quest'anno, il Napoli sembra avere tutte le carte in regola per superare il turno e operare un nuovo sgambetto alle squadre inglesi. In bocca al lupo al Napoli, e buona settimana a tutti.

Pier Paolo Mottola 

 

riklen scrive:
vai allegri
Scritto: Sabato 25 Febbraio 2012
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