Il Milan perde lo scudetto, come era prevedibile, ma lo fa nel modo peggiore: rimediando una brutta briscola nel derby.Lamentoni (Allegri) e perdenti (tutti); ladri (il goal fantasma di Cambiasso e il rigore fischiato a Boateng) e disonesti (Robinho che calcia con Guarin a terra); picchiatori e isterici. Si possono riassumere così i commenti sulla squadra rossonera riservati da cugini e tifosi della squadra campione d'Italia, che pure, giustamente, dovevano liberarsi del terzo incomodo, prima di regolare i conti tra di loro per la questione delle due e delle tre stelle. Questa sera, a caldo, non riesco a togliermi dalla mente il pensiero che il Milan abbia compiuto un'impresa epica: perdere la faccia, ancor prima dello scudetto e del derby. E dopo un finale di stagione così, cosa farebbe il buon presidente, uno degli uomini più ricchi di Italia ? Prenderebbe il libretto degli assegni e si scatenerebbe per ridare lustro ad una squadra che da anni vivacchia vivendo di intuizioni (spesso sbagliate), senza programmare il suo futuro. Peccato che il nostro presidente si chiami Silvio Berlusconi: il sommo pensatore di alibi e scuse, il maestro del bicchiere sempre pieno (neanche mezzo pieno...), il re dei ritornelli ripetuti come un tormentone estivo. Il presidente più vincente, risponderebbero la maggior parte dei tifosi rossoneri, additandomi a ingrato. Con la gratitudine però non si vincono gli scudetti, nè i grandi successi del passato regalano una dozzina di punti bonus in campionato. L'impietosa realtà: il Milan di Berlusconi dalla stagione 1997-98 ha vinto tre scudetti, praticamente uno ogni cinque anni, dato che dovrebbe far riflettere.
Sia chiaro, lo sport non deve essere legato alla vittoria a tutti i costi. Tanto più che se questa sera si presentassero alla mia porta con un foglio, proponendomi di firmare per tre secondi posti di fila nei prossimi tre campionati, lo farei ad occhi chiusi. Anche perchè se il mercato del Milan campione di Italia è fatto di giocatori gratis e a 500mila euro, non oso pensare al mercato del Milan fuori dalla Champions League. Da domani partiranno i processi, da domani partiranno le richieste impietose di rifondazione, dall'organico allo staff medico. A mente fredda, tutto sarà dimenticato e ripartiremo con i "vecchi" e con i parametri zero, senza acquisti onerosi e nuovi top player. A settembre, con Thiago Silva alle Olimpiadi, ci presenteremo con la coppia Bonera-Yepes in difesa. Ma allegri, sostenitori e non di Allegri: siamo la squadra più titolata del mondo, abbiamo l'organico più forte e se perdiamo è colpa degli infortunati, del campo, dei medici, della maglia troppo leggera, del governo Monti, della fiscalità spagnola, dei Maya e dei magistrati comunisti.
Riccardo Giannini
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Una precisazione: "L'essere presi per il culo" del titolo è riferito appunto ai commenti lusinghieri che sono riservati dall'informazione a strisce bianco-nero-azzurre...altrochè onore ai vinti (e alla squadra appunto arrivata seconda, come ricordato da Tizio).Aggiungo che il dualismo tra non evoluti ed evoluti (o per usare sinonimi, tra occasionali-ingrati e fedelissimi) è un altro elemento inconfondibile di casa Milan :)
Scritto: Lunedì 7 Maggio 2012