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Sorpresa dalla panchina

Del 21/03/2017 di Claudio D'Aleo


Sorpresa dalla panchina Il Milan scopre le riserve. Dopo al sosta le partite verità per l’Europa.

Con il Genoa servivano tre punti per mantenersi in “corsa” per L’Europa. Tre punti sono arrivati nonostante l’infermeria rossonera non accenni minimamente a svuotarsi. Facile la “conta”. Montolivo e Bonaventura hanno concluso anzitempo la loro stagione agonistica. Abate non scherza. Il problema all’occhio è serio. Non è un caso che sui tempi di recupero del giocatore nessuno si sia ancora pronunciato. Suso rientrerà a fine marzo. Sono tutte da valutare le condizioni di Bacca e Bertolacci. L’ex centrocampista del Genoa tiene in ansia Montella. Una sfortuna, quella di Andrea, davvero “enciclopedica”. Bacca è ancora fermo ai box. Tra tutti è quello che preoccupa meno. Locatelli è rientrato. Ha fatto bene. I rossoneri nelle difficoltà tirano fuori il meglio da loro stessi. Emblematica la gara contro i Grifoni. Il Milan ha giocato bene. Bene si è espresso nel contesto della manovra collettiva ogni singolo calciatore. Mati Fernandez ha sbalordito tutti non solo per il bel gol realizzato su assist al “bacio” di Lapadula ma anche per la facilità con cui si è inserito nei meccanismi della squadra. Il cileno ha giocato pochissimo. Due sole partite da titolare e poi solo panchine e infortuni. Nonostante questo l’ex centrocampista della Fiorentina ha lavorato a tutto campo aprendo varchi importanti ai compagni e gestendo come meglio non avrebbe potuto le varie “fasi” di gioco. Un giocatore ritrovato. Un “tuttocampista” niente male.

 

Vangioni merita un discorso a parte. Quando gioca lui il Milan non perde. Con Lionel in campo il Milan ha racimolato cinque vittorie e un pareggio. Scusate se è poco. I paragoni con Leandro Grimi (terrificante “flop” argentino di qualche anno fa) non reggono più. Vangioni è un buon giocatore. Lo sta dimostrando partita dopo partita. Ma non è solo il passaggio da “fantasma” a “porta fortuna” a contraddistinguerne le doti in questo scorcio di Campionato. Il terzino argentino convince sempre più perché gioca in modo semplice ma efficace.  Dalla gara contro il Bologna in poi, quella dell’esordio in maglia rossonera, ha fatto vedere “cose” sempre più importanti. Montella lo stima. Lo ha tenuto fuori parecchio ma parecchio lo ha fatto “maturare”. Ora il difensore è pronto. Il terzino argentino sa difendere e sa spingere. Non è certo un fulmine di guerra e deve migliorare parecchio. Il suo “processo” di ambientamento in rossonero è appena iniziato. Il giocatore merita gli vengano concessi gli stessi tempi di “assimilazione” già concessi ad altri.  Questo Milan piace in ogni suo elemento. Ocampos (diffidato assieme a De Sciglio e Pasalic) contro la sua ex squadra ha convinto anche i più scettici. L’attaccante argentino è calciatore rapido e imprevedibile. Sia da esterno sinistro che da punta centrale di movimento sa esprimersi bene. Con Deulofeu forma un tandem di frecce laterali niente male. Entrambi possono scambiarsi le posizioni in campo. Entrambi sono preziosi sia in fase offensiva che in fase di “ripiego”. Montella studia ogni singolo calciatore e lo utilizza in base alle reali esigenze della squadra. Ecco perché al Milan ognuno sa cosa fare e come meglio interagire con il resto del gruppo. Donnarumma a parte non ci sono fuoriclasse che possano trascinare la squadra verso lidi più “ambiti”. Il Milan di oggi è composto da Campioni e potenziali Campioni che fanno squadra. Giocatori giovani e meno giovani che si aiutano a vicenda nell’interesse del gruppo. Il Milan mantiene ben salda la settima posizione in Classifica. 53 punti. Due meno di Inter e Atalanta e quattro meno della Lazio.

 

Dopo la sosta giocheremo a Pescara contro gli undici di Zeman e a San Siro contro il Palermo. Poi sarà derby. L’Europa passa dai prossimi “impegni”. Chi storce il naso vedendoci a soli due punti dall’Inter farebbe bene a ricredersi. L’Inter milionaria è stata costruita per vincere subito e contrastare sin da subito la Juventus. Lazio e Atalanta sono due sorprese. Noi siamo gli stessi dell’anno scorso più o meno. Il valore aggiunto è Montella. Questo è dato di fatto inequivocabile. Non va sottaciuto. Reparto per reparto il Milan è una squadra tosta e di personalità. I giocatori si aiutano l’un l’altro e rispettano in campo idee e consegne dell’allenatore. Per battere chi è più forte non esistono altre ricette se non quelle che conducono al lavoro serio e “inattaccabile”. Ecco la vera ricetta di questo Milan umile e mai domo: il lavoro. La voglia di imparare, crescere e migliorarsi giorno dopo giorno senza tralasciare nulla. Solo così puoi trasformare dei buoni giocatori in Campioni e portarli a ridosso di chi è molto più forte di te. “Closing” o non “closing” Montella ha dato gioco, identità e dignità ad un gruppo che l’anno scorso non aveva convinto più di tanto. L’elenco dei giocatori rivitalizzati e recuperati dall’Aeroplanino cresce giorno dopo giorno. Ogni giocatore gioca per la squadra e non solo per se stesso. Ogni giocatore è funzionale al gruppo e ai suoi obiettivi. Ecco perché talvolta la “rosa” sembra difficilmente migliorabile. Ecco perché non poche volte è parsa alla pari delle migliori pur non disponendo della qualità dei migliori. Montella ha valorizzato una panchina che pensavamo di non avere. Le priorità per il futuro sono note a tutti. I rinnovi di Donnarumma, De Sciglio e Suso. Poi i “riscatti” di Pasalic, Deulofeu e Ocampos. Infine l’acquisto di tre Campioni capaci di farci lottare per le primissime posizioni sia in Italia che in Europa (Musacchio, Badelj, Simeone). A chiunque vada la proprietà del Milan (il closing è previsto per il 7 aprile prossimo) rivogliamo uguale “preghiera: portate il Milan nelle posizioni che più gli competono. 

 

Claudio D’Aleo

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