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Un film horror dal finale ingiusto

Del 14/03/2017 di Claudio D'Aleo


Un film horror dal finale ingiusto Dopo l´ "horror" in terra bianconera si riprende a giocare. Il Genoa di Preziosi subito a San Siro.

Perdere allo “Stadium” ci sta. Va messo in “preventivo”. Si va a giocare contro una delle squadre più forti al Mondo. La più forte in Italia. Proprio per questo certe “cose” non vorremmo mai vederle. I bianconeri non hanno bisogno di nulla di “alternativo”per vincere. Proprio no. Hanno già tutto. Soldi, potere, prestigio. Anche i giocatori migliori. Perdere come è successo al Milan venerdì sera non è “normale”. Dispiace. Davide stava “ammorbidendo” Golia. Il Milan non c’è riuscito per un soffio. La Juventus ha giocato bene. Il Milan si è difeso e ha proposto le sue trame di gioco. Per quanto ci riguarda i rossoneri hanno subito un’ingiustizia vera e propria. Hanno perso per un calcio di rigore molto dubbio dato dall’arbitro all’ultimo secondo utile dell’ultimo minuto di recupero concesso. Un rigore forse “elargito” addirittura oltre i minuti di recupero previsti. Un rigore che definire “generoso” sarebbe dire poco. Il fallo di mano di De Sciglio c’era e non c’era. Sette arbitri su dieci non lo avrebbero probabilmente dato. La postura di De Sciglio nell’occasione è stata considerata da più parti “normale”. Quasi inesistente la “volontarietà”. Quel braccio non poteva sparire. I calciatori erano molto vicini. Alcuni filmati mostrano come la palla addirittura avesse colpito il petto del giocatore e non il braccio. Ci viene il dubbio che a parti invertite quel penalty non sarebbe mai stato concesso. Ma è solo un dubbio. Tutto qui. Scusateci. Il calcio è bello anche per questo. Ciascuno può dire la “sua”. Perdere al 97° abbondante dà fastidio. Dal gol annullato a Muntari in un altrettanto famoso e discusso Milan Juventus di qualche anno fa al rigore dato alla Juve al 97° venerdì scorso non è cambiato nulla. Gli Scudetti sono sempre bianconeri. Come le vittorie e i “titoloni” sui giornali. Contro la Juve la regola è “soffrire”. Da anni dettano legge. Ogni tanto, bontà loro, tornano umani e perdono. I bianconeri si accingono a vincere il sesto Scudetto consecutivo. Quasi una “dittatura” calcistica. Servirebbero due Scudetti. Uno “fisso” per loro. Il “secondo” per tutti gli altri. Quella frase di Giampiero Boniperti scritta all’interno delle loro maglie “vincere non è importante. E’ l’unica cosa che conta” ai più appare addirittura “inquietante”. Sarà.

 

Il calcio è e deve rimanere uno sport. Punto. Montella stava “consumando” il suo ennesimo prodigio tattico: uscire indenni dal campo della Juventus con una squadra nettamente più debole e  priva di pilastri come Abate, Montolivo, Bonaventura e Suso. Compito non facile. Il Milan ha giocato la sua partita di “contenimento” con grande “maestria” e spirito di sacrificio. Anche Bacca si è impegnato in maniera impeccabile. Per larghi tratti della gara la squadra si è espressa ad armi pari contro gli “Ufo” juventini. Donnarumma ha parato l’imparabile. Eccezionale il nostro portiere. Sul campo abbiamo perso. Moralmente no. Abbiamo giocato come la Juventus. Gigio Donnarumma ha mandato un messaggio chiaro e forte a Marotta e compagni. Lui dal Milan non intende muoversi. Quel bacio allo stemma rossonero a fine partita lo dimostra a caratteri cubitali. Che Raiola ne prenda nota. Gigio vuole solo il Milan. Deulofeu ha giocato ancora una volta bene. Ha portato spesso scompiglio nella retroguardia juventina e rifornito come meglio non avrebbe potuto gli attaccanti. Lo spagnolo possiede una velocità impressionante. Contenerlo nei sedici metri non è facile per nessuno. Bacca ha segnato ancora a Buffon. Il colombiano è in netta ripresa. Già dodici i gol stagionali. Bene la difesa. Bene il centrocampo. Ha deluso Ocampos che si è espresso meglio quando Bacca è uscito dal rettangolo di gioco rilevandone i compiti. Il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. Invece è arrivata una nuova sconfitta. L’aeroplanino non ci sta così come non ci sta qualunque tifoso milanista che abbia visto la partita. Una sconfitta che rode tanto ma che comunque ci lascia ben sperare per il futuro. Il Milan gioca da squadra perché è una squadra. Voltiamo pagina e sotto col Genoa. Contro i liguri  mancheranno Romagnoli, Sosa, Suso, Abate, Bacca oltre ai “lungo degenti” Bonaventura e Montolivo. Un marasma. Montella dovrà fare acrobazie per mettere in campo una formazione credibile. Rientrerà Locatelli in cabina di regia. Al suo fianco Bertolacci. In attacco, se sarà squalificato Bacca,  sarà la volta di Lapadula. In difesa uno tra Calabria e Antonelli dovrebbe recuperare. Animo ragazzi. L’Europa League non è poi così lontana. Quello che appare lontano è ancora questo benedetto “Closing”. I cinesi dell’Inter vogliono costruire uno squadrone sin da subito. E i “nostri” che fanno? Che faranno? A diventare la seconda squadra di Milano dopo anni di dominio assoluto non ci teniamo affatto. Meditate, gente. Meditate…

 

Claudio D’Aleo

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