Classifica inalterata dopo Milan Juventus, equilibri invece totalmente saltati. A maggio rimpiangeremo più il goal di Muntari o le pesantissime squalifiche che avremo subito nel corso della stagione ? Rimpiangeremo la notte del 25 febbraio oppure l'eclissi della stellina Pato, il giovane prodigio predestinato alla vittoria del pallone d''oro ?"Dove non arrivano gambe e talento, subentra l'aspetto psicologico. Mourinho, come al solito geniale precursore, esportò questa tattica in Italia. Fare rumore, irretire gli avversari, proteggere i propri giocatori dalle debolezze: la partita si gioca fuori dal campo. Conte lo ha capito, come dimostrano le ultime esternazioni sui torti arbitrali. In questa altalena di prestazioni, il Milan dovrà mantenere sempre la calma e la lucidità".
Sono passati 10 giorni scarsi dal giorno in cui scrissi queste parole nella mia rubrica. Non posso che mettere agli atti il naufragio delle mie speranze: il Milan, probabilmente superiore per organico a tutte le altre 19 squadre della Serie A, scivola con estrema facilità nei tranelli preparati dai suoi principali avversari. Siamo rimasti invischiati nel catenaccio di Ranieri; siamo caduti nella trappola psicologica studiata con estrema precisione da Marotta e Conte, siamo affogati nel nervosismo dopo la rete non concessa a Muntari. La reazione all'ennesimo torto a firma Romagnoli ha finito per fornire un libro di alibi agli amici juventini, che hanno potuto mettere in secondo piano il dominio rossonero durato 60\70 minuti di gioco. Il Milan, dopo la discussa squalifica di Ibra, è partito con grande rabbia agonistica e ha concluso con rabbia...e basta. Da sabato ho letto dichiarazioni, commenti, editoriali, opinioni di parte rossonera e parte bianconera; purtroppo poche volte ho potuto apprezzare obiettività e validità di argomentazione, poche volte sono riuscito a separare il giornalista dal tifoso e il tifoso dal giornalista. Alla fine della baruffa le società Milan e Juventus possono comunque consolarsi: chi rimarrà con "zeru tituli", disporrà di un ampio campionario di scuse da gettare in pasto alla piazza. Cito esempi in ordine sparso: "Vincendo Milan-Juve avremmo vinto il campionato", "Dopo il goal non concesso a Muntari, la mafia ci ha fatto pagare un conto salato", "Calciopoli è tornata", "Farsopoli ha punito solo noi, voi manovravate i guardalinee". I bar sono già diventati aule di tribunale, con toni sempre più accesi, pubblici ministeri e avvocati difensori a distreggiarsi tra gli argomenti più disparati, da Meani a Rodomonti, da Moggi a Bertini, dal dominio mediatico del Milan di Berlusconi al famigerato processo per doping con imputata la Juventus di Lippi (e di Conte...). Si sprecano le liste con gli elenchi degli errori arbitrali a favore dell'una o dell'altra squadra; i tifosi rossoneri chiedono che venga tolta la fascia di capitano della nazionale a Buffon, mentre gli juventini propongono di ritirare i propri giocatori dalla selezione azzurra (Barzagli, Chiellini, Bonucci, Pepe, Matri e Giaccherini sono così indispensabili ? mmm).
In tutto questo caos, su cui i media inevitabilmente marciano per aumentare l'audience, ancor prima del fair play è il Milan ad uscirne inesorabilmente sconfitto. Una società di grande tradizione e cultura sportiva (Marsiglia e Bergamo a parte) deve avere la forza di accettare anche la decisione arbitrale più assurda. I suoi atleti, nel limite delle debolezze umane, devono sputare sangue per onorare la maglia che indossano, non farlo sputare agli avversari. Le risse non portano punti, li tolgono. Mexes ha rifilato un pugno a Borriello, salterà giustamente tre partite (la regola è quella, volenti o nolenti); tre partite in cui rischiamo di rivedere ancora una volta Bonera al centro della difesa. Qualche anno fa mi lamentai della troppa morbidezza dei rossoneri: a centrocampo menava solo Gattuso, gli altri erano agnellini. Ora invece subiamo gli insulti degli juventini (e presto di tutti i tifosi avversari), che ci invitano a cambiare sport e a passare al pugilato, dopo le performance di Muntari, Van Bommel, Boateng, Ibra e Mexes e per fortuna dimenticano Gattuso, Flamini, Ambrosini e Cassano. Teniamo le mani a posto, mandiamo k.o. l'avversario a suon di goal, evitiamo vendette, ripicche, colpi proibiti. Ci accusano di manipolare la comunicazione, ma cadiamo in grossolani errori di comunicazione. Multe ai giocatori ? Sì, ma mandiamoli a fare qualche ore nelle comunità o negli ospedali, tra le persone che hanno un vero motivo per soffrire. Ho fatto troppa retorica, Buffon e i suoi sostenitori mi perdoneranno. A questo Milan manca inoltre un vero capitano e non me ne vogliano Gattuso e Ambrosini. Quanto manca a questa squadra un Baresi o un Maldini, ancor più di un terzino sinistro che faccia qualche cross decente: un leader che prenda per mano la squadra e metta in riga anche i caratteri più turbolenti. Voltiamo pagina e proviamo a vincere questo scudetto. Con la speranza che il nervosismo rossonero non tradisca invece un'altra verità: la debolezza di chi sente il fiato sul collo degli avversari.
p.s. Dopo aver letto quest'articolo, amici milanisti e juventini, andate a bervi una bella birra, portate in giro i vostri bimbi al parco oppure la vostra ragazza al cinema: non perdete tempo ad incazzarvi. Lasciate che ad incazzarsi siano i telecronisti e giornalisti faziosi; per loro una partita di calcio è una ragione di stato: per loro fortuna, la preoccupazione primaria non è arrivare a fine mese.
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