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Inchiesta: San Siro sempre pił vuoto. Un codice etico da seguire per essere un vero tifoso rossonero

Del 08/07/2012 di Daniele Manuelli


Inchiesta:  San Siro sempre pił vuoto. Un codice etico da seguire per essere un vero tifoso rossonero San Siro sempre pił deserto, la mancanza di tifo in alcune partite da incubo o decisive ai fini del risultato ha indotto qualcuno a pensare ad un codice etico per la tifoseria:" Sei o non sei un vero tifoso?".

Non è un mistero che da quando è entrata nelle nostre case la pay tv il tifoso abbia cambiato le sue abitudini. La radio era un tempo lo strumento che usavamo tutti per poter conoscere il risultato del Milan. La domenica  a tenerci compagnia  c’era la trasmissione di “ Tutto il calcio minuto per minuto” e alle 19 veniva trasmessa una sintesi di mezzora sulla partita clou di giornata. Per vedere il Milan e la propria squadra del cuore occorreva dunque andare a San Siro. Lo stadio era sempre colmo perfino in B. Quella partita tanto ricordata dai tifosi della Cavese per l’exploit della loro squadra (2-1 in casa del Milan) vedeva allo stadio la presenza di 40.000 supporter milanisti. L’era Berlusconi ha aiutato il club, portando diversi successi e un boom di spettatori fino al record del 92 -93. Ora in vista della prossima stagione i numeri sono  ostili si va verso i 25000 abbonati (record negativo per la società). Da dove deriva questa assenza? Sicuramente una delle cause è il  mercato ma questo argomento è stato già trattato da noi in diverse rubriche. Allora occorre fare un passo indietro. Il problema parte dal lontano 1990 (anno dei mondiali di calcio in Italia), quando  vengono ristrutturati e costruiti nuovi stadi di cui uno  (l’Olimpico) abbattuto e risorto con una nuova  formula che accontenta finalmente quei tifosi che distanziavano dal campo anni luce. Purtroppo nel nostro paese, tralasciando l’incredibile burocrazia che ci caratterizza, gli stadi non sono mai risultati sicuri, valevoli e piacenti, eccezione fatta per il “ Dino Manuzzi” di Cesena e per  lo “Juventus Stadium” di Torino.  A questo va aggiunta la grave crisi che regna in Europa, il prezzo dei biglietti non accessibile a tutti e la tessera del tifoso sul quale preferisco sorvolare. Ci siamo visti scavalcati  per l’organizzazione degli Europei e dei mondiali anche da paesi come Ucraina, Polonia e Brasile.  Posti macchina, gradinate non sistemate a dovere, piste di atletica che separano  il campo dalle tribune non hanno agevolato la passione dei tifosi che successivamente con la nascita delle pay tv hanno preferito godersi lo spettacolo da casa rinunciando all’abbonamento. San Siro è pieno quando ce una partita di cartello come il derby e come con la Juve ma vuoto quando il Milan si trova a giocare ad esempio con il Chievo. Uno stadio di 85.847 spettatori, vederlo deserto in occasioni del genere fa tristezza. In Germania il problema è stato risolto con stadi che garantiscono all’interno  il massimo confort per gli spettatori: Ristoranti, musei, negozi dove acquistare gadget della squadra, tribune coperte in caso di pioggia, parcheggi esterni sicuri, prezzi biglietto accessibili  e soprattutto è stata eliminata la pista d’atletica con conseguente costruzione delle tribune a ridosso del campo. Il resto l’ha fatto la civiltà delle persone  permettendo l’eliminazione delle recinzioni, cosa da noi impossibile specie dopo  Genova (Genova-Siena ndr). Giocare “Allianz Arena” di Monaco mette i brividi, lo stesso a Dortmund. La Juventus a Torino (agevolata anche dai vari permessi del comune) si è attrezzata portandosi al passo dell’Europa. A San Siro si parla solo a parole mentre con i fatti il campo (che sia la volta buona?) è stato sistemato una volta per tutte.
Allo stadio specie a San Siro chi va? Allo stadio ci vanno gli ultras che cantano dal primo all’ultimo minuto, i tifosi normali che sostengono la squadra alla loro maniera e quelli che sanno solo criticare e vedono non il rosso e il nero ma solo il nero. Allora che fare? Vogliamo sentenziare e dividere i tifosi? Vogliamo affidargli una copia del regolamento etico da seguire? Non sta a me, non sta a noi imporre delle regole.  Il vero tifoso è quello che incita la squadra dal primo all’ultimo minuto, il vero tifoso è quello che incita la squadra anche nei momenti di difficoltà specie quando sta perdendo, il vero tifoso è colui che non dice mai: “ quel giocatore che gioca con il Milan è orribile”. Il vero tifoso è colui che capisce la logica, il momento della società, è colui che non critica mai, ma asseconda tutto, è colui  che in sostanza  deve vedere solo positivo anche quando sai che non è così. Tutte balle! Alzi la mano chi in questo momento pensa che in due anni debba essere felice perché il Milan ha fatto 162 punti, alzi la mano chi non ha mai mandato a quel paese Kluivert quando si divorava goal incredibili, alzi la mano chi non ha mandato a quel paese Ziege quando ad Osmanovski in Milan-Bari del 98-99, al 90’ effettuò quel retropassaggio che permise a quest’ultimo di battere Abbiati. Alzi la mano chi non si è arrabbiato dopo La Coruna del 2004 e chi dopo Istanbul del 2005, alzi la mano chi non si è arrabbiato dopo i due derby persi quest’anno con l’Inter, alzi la mano chi non si è arrabbiato dopo uno scudetto REGALATO alla Juve con una squadra nettamente  più forte, alzi la mano  chi non si è mai arrabbiato dopo i 2200 errori di Robinho sotto misura e chi non si è arrabbiato e non ha criticato la società per la cessione di Kakà e per la cessione (poi sfumata) di Thiago Silva.
Con questa serie di esempi concreti e non inventati voglio rispondere a coloro che vogliono dire cosa è giusto e non è giusto fare all’interno dello stadio, a coloro che se potessero ci imbavaglierebbero solo perché siamo capaci di esultare ma anche di mandare a quel paese qualcuno. Sono il primo che incita il Milan sia quando vince che nei momenti di difficoltà, sono anche il primo ad elogiare, individuare le caratteristiche di un giocatore e a criticare qualcuno che non ritengo da Milan con l’educazione che madre natura mi ha fornito.
Essere milanisti è motivo di grande vanto, per la storia gloriosa che abbiamo alle spalle, per i successi ottenuti in campo nazionale, europeo e mondiale. Il Milan è la vita, è la nostra vita e come tutti noi ha delle pagine belle (Barcellona 1989 su tutte) e delle pagine tristi da dimenticare (Istanbul 2005, 2 anni di serie B) o da nascondere (Marsiglia 1991 ndr). Sostenere, incitare, criticare fa parte della prassi normale del tifoso ma permettetemi di concludere con il pensiero  dello zio Peppo (gestore di un bar e rossonero dal 1942) in merito a questo argomento: ”sono venuto a San Siro per vedere il Milan, ho pagato il biglietto e anche profumatamente, mi permette di dire la mia?Oppure solo perché mando a fanxxlo qualcuno dei MIEI GIOCATORI durante un'azione di gioco  mi date del falso rossonero?". Se così fosse: " Sti caxxi, rossonero sempre fino alla morte nel bene e nel male ma con libertà di opinioni".

Monica scrive:
Concordo con ogni singola parola!!!
Scritto: Martedì 10 Luglio 2012
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