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Bruno N'Gotty

Del 24/12/2011 di


Bruno N'Gotty Una sua punizione bomba regalò al Milan tre punti preziosissimi nella corsa scudetto a Bologna. Fu l'unico momento di gloria del giocatore arrivato gratis dal P.S.G. per riverdire le gesta di Desailly e finito ad inventarsi colpi di tacco nel peggior Venezia della storia.

Quando il mercato di una squadra, in un suo determinato periodo storico, poco vincente e poco fortunato, cerca di ricalcare le sue vittorie passate cercando giocatori fotocopia dei vari campioni tanto amati dai tifosi, ecco che lì, quasi per magia, si va incontro al disastro annunciato. Il Milan in particolare ha sempre amato circondarsi di pippe olandesi, quasi fino all’autolesionismo, ma non ha mai disdegnato cercare “sosia” dei propri campioni anche presso altri lidi. Uno di questi pseudo campioni, sicuramente uno degli esperimenti più divertenti provati da Galliani, fu senza dubbio un difensore francese di colore. E non si trattava di Marcel Desailly.

 


Si trattava invece di un giocatore che, carta d’identità alla mano, calcistica e non, poteva essere effettivamente scambiato per il campione milanista: francese, di colore, difensore ma all’occorrenza centrocampista. Si trattava del povero Bruno N’Gotty. Astro nascente del calcio francese, mondo tristemente famoso per rifornire l’Italia pippe di caratura astronomica, N’Gotty s’era fatto notare per le sue prodezze con la maglia dell’Olympique Lione, squadra che lo aveva lanciato nel calcio dei grandi. Nel 1995 venne ceduto al PSG, dopo circa 42 anni passati al’Olympique, fra pulcini, giovanili e prima squadra. Non solo doti atletiche fenomenali, grande stazza unita a grande corsa, oltre ad una grande dote nascosta che gli varrà il soprannome di “Barracuda Nero”, ma anche il vizietto del gol: sua infatti la marcatura che permise al PSG di vincere la finale della Coppa delle Coppe targata 1995-96. Quello del gol sarà un vizietto che il giovane Bruno si porterà dietro anche in Italia, nel bene e nel male. Insieme ovviamente al suo “bagaglio tecnico” da esibire negli spogliatoi.

 


Galliani lo pescò proprio dal PSG, convinto di aver fatto il solito affarone. E dire che il Milan veniva da una serie di anni disastrosi dovuti proprio ad intuizioni non esattamente fortunate della dirigenza in sede di mercato. Eppure, “daje che ti ridaje”, non si potevano sempre pescare scandali ambulanti, prima o poi un po’ di culo doveva tornare. Ed effettivamente Bruno N’Gotty, pur non essendo il nuovo Desailly, ebbe modo di farsi amare ed odiare da tutti i tifosi milanisti. Se dici Bruno, il tifoso milanista si ricorda solamente due cose: il bellissimo gol di tacco nel derby, sfortunatamente nella porta sbagliata, e la mina terra-aria che a Bologna regalò i 3 punti al Milan al 93esimo. Dall’inferno al paradiso, lo sappiamo, il passo è brevissimo: fu proprio quel gol che diede al Milan 3 punti fondamentali per la vittoria dello scudetto, e la gente lo ricorderà. Eppure N’Gotty non aveva cominciato benissimo la stagione: palesemente detestato da Zaccheroni, che lo considerava un sacco di patate di totale inutilità calcistica, ebbe più volte l’occasione di partire titolare come destro di difesa, presumibilmente a causa delle pressioni di un Galliani assolutamente certo del talento del difensore francese, e del fatto che la rotondità della Terra fosse un’invenzione giornalistica. Ben presto fu palese che N’Gotty poteva essere un ottimo buttafuori, ma non certo un giocatore di calcio, tantomeno in difesa dove ne combinava di tutti i colori: venne così sostituito da Sala, che tutto era tranne un fenomeno, ma che almeno non rischiava di inciampare sulla terza gamba in giro per il campo. Quel gol di tacco nel derby, forse provocato da quell’arto così ingombrante, fu un pessimo segnale: un derby può glorificare in eterno un giocatore, e può distruggerlo con la stessa velocità. Ancora oggi probabilmente i giovani tifosi con qualche annetto in più si staranno chiedendo: ma cosa è passato per la mente di Bruno? Cosa può spingere un essere dotato, si presume, di intelletto, a lanciarsi tipo Karate Kid su quell’innocuo cross buttato in mezzo da Simeone? Quale immane congiuntura stellare può far sì che quella palla sbatta sul tacco, poi sul terreno, e finire in fondo al sacco con un Abbiati attonito ad assistere alla scena? Sarà solo sfiga?

 


Bruno però si farà perdonare, alla grande, con una bomba da 75 metri che salvò la faccia ad un Milan sull’orlo del baratro a Bologna. Subentrato all’85esimo di una partita orribile ed estremamente fortunata per i rossoneri, ebbe la geniale intuizione di calciare in porta una bordata omicida su punizione, a pochi secondi dalla fine. Fu un 3-2 in rimonta decisivo per le ambizioni del Milan, che da lì si scoprirà squadra in grado di lottare per lo scudetto, ed infine di vincerlo, pur facendo a meno di altre prodezze di Bruno. Sarà anche la partita in cui esordì da titolare Abbiati: Rossi fu spedito in carcere per tentato omicidio ai danni del povero Bucchi, e fu un gran colpo di fortuna anche quello. Quel Milan, come già detto, vincerà uno scudetto memorabile, con una rosa non esattamente stellare, dopo anni non esattamente felici, anche un po’ per merito di N’Gotty. Ma le buone notizie, per il difensore di origini camerunensi, finiranno qua. N’Gotty, oramai perennemente relegato in panchina,  se la prese col povero Zac: “Al Milan non c'è concorrenza perché giocano sempre gli stessi. Spero di avere l'anno prossimo più spazio e la possibilità di andare in campo dall'inizio. Se dopo due o tre mesi mi renderò conto che per me c'e' solo la panchina, chiederò di essere ceduto”. Non ci sarà alcun bisogno di chiederlo.

 


Relegato al ruolo di portaborracce di seconda fascia, a fine anno N’Gotty venne immediatamente ceduto in prestito al Venezia, in un pacco-regalo che includeva, oltre a lui, anche Ganz ed Orlandoni. Di certo non se ne dispiacque Zaccheroni che poco tempo prima, in occasione dell’allucinante sconfitta con l’Atalanta ai quarti di finale di Coppa Italia, aveva definito “incredibile” la prestazione del francese. E non in senso positivo. Sembrava invece di un altro parere Spalletti, tecnico del Venezia, che si mostrava decisamente soddisfatto del nuovo arrivato: “N’Gotty è un elemento di un certo livello che ci tornerà sicuramente utile. Oltre alle qualità tecniche, infatti, è ben dotato anche dal punto di vista fisico e, finora, abbiamo sempre un po’ sofferto sulle palle alte. Inoltre è un giocatore che in passato ha mostrato una certa duttilità, ricoprendo, oltre al ruolo abituale di difensore centrale, anche quello di centrocampista”. Avrà modo di pentirsi amaramente delle sue parole. Nel mentre il nostro Bruno si sfogava in una lunga intervista alla Gazzetta, spalando pupù a profusione sul Milan, dichiarando di non aver la minima intenzione di perdere il posto da titolare a causa di Chamot, e che il suo errore sul recente gol del Lecce era colpa di Abbiati. Passava poi a parlare della sua nuova squadra, regalando perle di saggezza quali “Il Venezia è la squadra ideale per giocare con continuità”, “Spalletti crede tanto in me”, “La nostra vittoria sarà la salvezza”. Per la cronaca, Spalletti lo mandò in panca dopo poche partite (solo 16 le sue presenze), ma quel poco bastò per mandare in B il Venezia. I tifosi lo ricordano esclusivamente per un incredibile autogol di tacco contro la Roma, che gli valse il soprannome di Pippa Ballerina. Per la cronaca, la colpa di questo acquisto scellerato fu di un giovane dirigente che oggi presta i suoi servizi alla Juventus, Beppe “occhio vispo” Marotta, che tuttora non manca di regalare ai suoi tifosi colpi di questa caratura.

 


Mandato via a calci in culo, prima dal Venezia e immediatamente dopo dal Milan, che non aveva la minima intenzione di tornare a sorbirsi le sue prodezze di tacco, N’Gotty fu spedito di nuovo in Francia, precisamente al Marsiglia, dove tornerà a giocare titolare e nemmeno malissimo. Nel 2001 fu ceduto al Bolton di Sam Allardyce che, seguendo la moda lanciata da Spalletti, si concederà una sfilza di commenti positivi e totalmente campati in aria: “N’Gotty sarà un importante rinforzo per la nostra squadra. è un giocatore di esperienza internazionale, è forte psicologicamente. Sarà di grande beneficio per noi”. N’Gotty, inizialmente in prestito, riuscì a convincere il Bolton di essere un giocatore di calcio meritevole di un contratto: alla fine riuscì a strappare addirittura un quinquennale. Nel 2006, quando finalmente gli scadde il contratto, Allardyce gli diede il benservito. Oramai 35enne, N’Gotty si accasò prima al Birmingham, poi al Leicester, ed infine (in prestito) all’Hereford. Nel 2009 il Leicester decide finalmente di porre fine alla sua carriera di calciatore, rescindendogli il contratto.

 


Oggi di N’Gotty si sono perse le tracce, ci piace pensare che finalmente abbia trovato la sua strada, magari nel campo cinematografico. Ed in fondo la fantasiosa traduzione letterale della pagina wikipedia di Bruno, operata dal sito Wordlingo (che ama spacciarsi per traduttore online professionale) qualche dubbio me lo lascia, ed io lo lascio scoprire a voi:  http://www.worldlingo.com/ma/enwiki/it/Bruno_N%27Gotty

 


Gabriele Li Mandri

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