Ai tempi della caduta in serie B, il Milan ha messo le basi per un futuro roseo, facendo crescere giovani di grandi talento che sarebbero stati protagonisti nella massima serie. Tra questi c'era anche chi non è riuscito ad emergere: Dario Donà. Dario Donà, nato il 17.09.1961 a Cismon del Grappa (VI), è il primo calciatore meteora di cui voglio parlarvi.
Quando il Milan lo acquistò nell’estate del 1981 da Varese era un giovanotto di belle prospettive, il salto dalla provincia alla grossa squadra quindi doveva essere per lui la consacrazione nel calcio che vale. Certo quello non era un Milan dalle grosse potenzialità o prospettive in quanto era appena risalito dalla serie B e cercava di rifarsi immediatamente puntando su giovani promesse e sul settore giovanile che in quegli anni fu abbastanza generoso con i rossoneri, infatti ricordiamo i vari Baresi, Collovati, Battistini, Icardi, Evani, insomma il Milan cercava di rinverdire i fasti di un tempo con una robusta iniezione di gioventù; si era deciso di portare a case quel talento e metterlo sotto la guida di un sergente di ferro come l’allora allenatore dei rossoneri Gigi Radice. Fu proprio quel connubio che innescò delle scintille; infatti il carattere del ragazzo irascibile e ribelle portò ben presto degli scontri nello spogliatoio ed il giovane Donà fu artefice di una vera e propria fuga dal ritiro milanista. Si disse sulle prime che la stessa fu alimentata da una love story e la cosa piacque non poco a giornali e all’opinione pubblica. Si narrava che l’avesse fatta per una certa Patrizia alla quale il diciannovenne non poteva resistere. La verità venne ben presto a galla, infatti il ragazzo si sentiva già un campione arrivato e non accettava di fare la riserva ad i vari Maldera e Battistini, mal digeriva che il sergente di ferro Radice lo facesse mangiare con i giovani della primavera, si considerava insomma un campione e decise di scappare
Lo videro gozzovigliare presso i Bar di Treviso, insieme ad altri giovani tra i quali vi era appunto la Patrizia citata dai giornali.
Insomma è stato un esempio di giovane immaturo e borioso calciatore, di cui la storia del calcio è piena. Si diceva di lui un gran bene, ma al Milan si bruciò immediatamente, i rossoneri lo cedettero in serie C al Vicenza e se ne persero le tracce anche se lo ritroviamo nel Verona scudettato del 1985 anche lì con un ruolo secondario.
Nel Milan giocò 2 partite ufficiale senza lasciare il segno
Ha giocato anche con il Treviso (C1), il Varese (B), L.R. Vicenza (C1), il Bologna (C1), il Verona (A), il Catanzaro (B), la Reggiana (C1), l’Ancona (C1 e B).
Ivano Michetti
Alberto Bigon
Fabio Cudicini
Romeo Benetti
1899-1900
1901-1902
1900-1901
1902-1903
1903-1904
1904-1905
1906-1907
Milan: nuovo stemma dalla stagione 2014/15?
Milan: operato Pazzini, stop dai 4 ai 6 mesi per lui