Ultimi giorni di mercato con tre nuovi arrivi in casa rossonera, un mercato che a detta della società riporta il Milan in lotta per lo scudetto, l’ennesimo grazie alla proprietà per gli sforzi economici ma era il minimo che si potesse fare dopo aver ridotto il Milan a una squadra senza qualità, una buona rosa ma non all’altezza della concorrenza.Finalmente è finito il calciomercato, non se ne poteva proprio più, soprattutto in questa bizzarra e tormentata estate rossonera. Da maggio a oggi si sono avvicendati addii, cessioni, presunti ritorni, probabili arrivi e per fortuna alle diciannove del 31 agosto è stata messa la parola fine al mercato, da oggi sappiamo definitivamente quale Milan ci attende nei prossimi mesi, con chi potremo arrabbiarci, chi rimpiangeremo, chi avremmo voluto e che invece la società ha rifiutato. Si è passati dal pessimismo del dopo Thiago Silva – Ibrahimovic, alla deludente campagna abbonamenti, dalle richieste di rimborso tessere all’illusione del ritorno di Kakà in rossonero; ci ritroviamo ora con meno campioni in rosa, con il minimo degli abbonati a San Siro dell’era Berlusconi, con un Kakà rimasto a Madrid ma con alcuni acquisti che a detta della società avrebbero ridotto il gap con le altre concorrenti in lotta per lo scudetto. Negli ultimi giorni di mercato sono arrivati nell’ordine Niang, Bojan e De Jong, due attaccanti e un centrocampista centrale; analizzandoli singolarmente ne viene fuori un quadro buono ma non ottimo, dei buoni giocatori ma da valutare di partita in partita, tutti e tre comunque da inserire in un gruppo che non ha ancora una propria identità e soprattutto un gioco. Il giovane francese Niang è poco più che una promessa, un diciassettenne in cui sarebbe esagerato riporre troppe speranze, un giovane da avere in rosa in caso di necessità; Bojan è reduce da una stagione non esaltante nella Roma e in cerca di conferme rispetto al giocatore che si era messo in luce nel Barcellona di Guardiola, ha dalla sua la giovane età e l’entusiasmo di far vedere anche nel nostro campionato le qualità finora non del tutto emerse. L’ultimo acquisto è l’olandese De Jong, un centrocampista preso per sostituire Van Bommel, un mastino davanti alla difesa per contrastare e costruire una diga a centrocampo, non costruire gioco ma distruggerlo, evitando possibilmente la troppa irruenza che lo contraddistingue. Ora sta ad Allegri utilizzare al meglio i giocatori a disposizione, dare un gioco alla squadra, sfruttare ognuno per le proprie caratteristiche e magari non fossilizzarsi sempre sullo stesso modulo di gioco visto che bisogna prendere atto che certi tipi di giocatori non fanno più parte della rosa rossonera. A prima vista appare evidente che di qualità ce n’è ben poca; una difesa indebolita e senza una precisa guida, il solo Yepes è l’unico in grado di dare la carica nei momenti di difficoltà; un centrocampo più votato a difendere, a spezzare il gioco avversario piuttosto che a costruire gioco, a servire i compagni in avanti, a prendere palla e iniziare l’azione. L’unico reparto che appare completo e di maggiore qualità è quello avanzato; alla promessa El Shaarawy, alle giocate e duttilità tattica di Robinho, alla classe di un Pato speriamo definitivamente recuperato, si sono aggiunti Pazzini e Bojan, due elementi d’area di rigore e che dovranno essere serviti al meglio per sfruttare le loro qualità. Un mercato che in definitiva arriva a una sufficienza, il minimo che si potesse fare per sopperire alla perdita di una squadra intera ma soprattutto di fuoriclasse, di giocatori che in qualsiasi momento potevano decidere la gara; è stato definito da molti l’anno zero, la stagione da cui ripartire per creare un nuovo Milan, un Milan giovane e con giocatori motivati e vogliosi di vittorie; si è passati però da previsioni da metà classifica ad ambizioni da scudetto, dalle dichiarazioni di fine luglio del presidente Berlusconi, secondo il quale il Milan continuerà a essere protagonista, alle ultime parole di Adriano Galliani che in pratica obbliga mister Allegri a puntare alla vittoria finale. La convinzione in casa Milan è che la campagna acquisti sia stata all’altezza delle varie partenze che la rosa rossonera sia allo stesso livello di quelle degli anni passati; giusto per essere precisi è bene ricordare chi se n’è andato e chi l’ha sostituito: Nesta, Thiago Silva, Zambrotta, Aquilani, Gattuso, Van Bommel, Seedorf, Inzaghi, Ibrahimovic e Cassano i partenti; Acerbi, Traorè, Montolivo, Constant, De Jong, Bojan, Pazzini i nuovi acquisti. Non serve essere troppo critici o prevenuti nei confronti della società ma basta solo analizzare con razionalità e un minimo di competenza per capire che non c’è paragone tra arrivi e partenze, non solo per qualità ma anche per carisma, professionalità, storia, esperienza in campo. Era quantomeno doveroso per una società come quella rossonera cercare di porre rimedio allo scioglimento di un’intera squadra, ragion per cui non c’è motivo di fare troppi ringraziamenti alla proprietà, alla presidenza, è il minimo indispensabile quello che è stato fatto in questo mercato, se poi alla fine avrà ragione ancora una volta, come spesso è successo, saremo i primi a complimentarci e fare ammenda sulle critiche fatte in questi mesi. Parola al campo e comunque sempre Forza Milan!
Piergiorgio Danuol
1° Maggio 1988: Napoli-Milan 2-3
Milan - Real Madrid 5-0
Milan - Steaua Bucarest 4-0
Milan-Benfica: 1-0
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