Errori su errori, chiacchiere su chiacchiere, occasione sprecate; alla fine cosa ce ne facciamo della miglior stagione di Ibra?
Si è conclusa nel peggiore dei modi la stagione rossonera 2011 – 2012; molte speranze, tante illusioni, tre obiettivi stagionali ma alla fine si resta con un "pugno di mosche" in mano, zero titoli e occasioni sprecate in tutte le competizioni. Ah, a ben ricordare un trofeo è arrivato nella bacheca di via Turati, la Supercoppa Italiana vinta lo scorso sei agosto in quel di Pechino, una data però troppo lontana e in un periodo vacanziero per fregiarsi di non aver chiuso la stagione a mani vuote. Si è già detto troppo dei motivi che hanno portato a finire la stagione con rabbia e delusione, delle occasioni mancate, partite perse senza grinta e determinazione, giocatori al di sotto delle aspettative, troppi infortuni, una campagna acquisti non da Milan se pur il bravo Nocerino ha disputato una stagione straordinaria per voglia, sacrificio, duttilità e non da ultimo prolificità in zona goal. La sensazione è che si sia troppo parlato della superiorità dei rossoneri nei confronti della Juventus ma che non si sia riuscito a trasportarla in campo, a far prevalere la propria superiorità tecnica nei confronti della forza, fisicità, fame di vittoria che ha contraddistinto la squadra di Conte. Si è andati avanti per mesi a parlare del goal di Muntari nel derby d’Italia, delle penalizzazioni arbitrali che hanno colpito il Milan in più di una gara, dimenticando però che l’insuccesso finale non annovera tra i primissimi posti gli errori degli assistenti arbitrali. Una squadra, quella rossonera, che non solo ha subito ben sei sconfitte e soprattutto trentadue goal al passivo ma non è stata in grado di vincere una sola gara contro Inter e Juventus; due sconfitte nel derby di Milano contro l’Inter meno forte degli ultimi sei anni, una sconfitta e un pareggio contro i bianconeri senza dare la sensazione di essere superiori sul piano del gioco. I dati impietosi però non si limitano alle gare con le rivali storiche, bisogna analizzare anche i risultati deludenti contro le altre prime squadre della classifica; Napoli, Udinese, Lazio, sei punti totali realizzati sui diciotto a disposizione ma soprattutto gare disputate senza far prevalere il proprio gioco. Certo, alla fine si ricordano solo i punti persi nel finale di stagione contro Fiorentina e Bologna ma di sicuro non si possono dimenticare le precedenti giornate di campionato e soprattutto lottando contro la squadra di Conte che aumentava sempre più le giornate d’imbattibilità stagionale. Errori individuali ma anche errori del mister alla base della stagione deludente, come ultimamente ha dichiarato Ibrahimovic; errori nella fase di preparazione atletica, errori nella gestione di alcuni uomini simbolo della squadra, scelte di formazione discutibili, cambi spesso ritardati. La colpa dev’essere equamente divisa tra giocatori e allenatore visto che pure mister Allegri in più di un’occasione ha mostrato una certa tensione, a volte in difficoltà nel confronto con mister Conte, una troppa sicurezza di poter avere la meglio sempre e comunque. Un allenatore che al primo anno ha dimostrato di guardare al bene della squadra non guardando in faccia nessuno, rinunciando a giocatori importanti pur di centrare l’obiettivo comune; atteggiamento vincente al primo anno con la vittoria dello scudetto ma discutibile in questa seconda avventura rossonera. I comportamenti dimostrati nei confronti di Pippo Inzaghi e Seedorf su tutti ma anche la scarsa considerazione verso altri rossoneri, Flamini, Maxi Lopez per citarne alcuni, hanno lasciato più di un dubbio. Quando si vince tutto è mascherato con abilità, al contrario poi si aprono dibattiti, polemiche con i giocatori più forti di dire la loro. Ora si apriranno alcuni mesi di arrivi, partenze, smentite, soliti mesi estivi, nomi che ogni giorno saranno accostati ai rossoneri o rossoneri che saranno messi sul piede di partenza, è la solita finestra del mercato estivo. Un consiglio da dare alla società è quello di acquistare effettivamente quei giocatori utili al gioco rossonero, giocatori con fame di vittoria, integri fisicamente, in grado di poter giocare ogni tre giorni senza grossi problemi e lasciando per una volta la solita mania di rincorrere il centravanti “top”, tipo Tevez o Balotelli tanto per fare qualche esempio, nomi buoni per i media, per i tifosi, per gli abbonamenti ma poi non così indispensabili per vincere considerando soprattutto il dato di quest’anno riguardo ai goal realizzati; non solo il miglior attacco del campionato ma anche la miglior stagione di Ibrahimovic in fase realizzativa. Alla fine cosa sono servite le trenta reti e più realizzate dallo svedese? Quanti trofei hanno portato? Guardiamo alla Juve ma soprattutto ai dati statistici che dimostrano che lo scudetto lo vince quasi sempre la squadra con la miglior difesa e non con il miglior attacco; teniamoci quindi i vari Robinho, Pato, Maxi Lopez, El Shaarawy, Ibrahimovic e per una volta tanto pensiamo agli altri reparti di gioco.
Piergiorgio Danuol
1° Maggio 1988: Napoli-Milan 2-3
Milan - Real Madrid 5-0
Milan - Steaua Bucarest 4-0
Milan-Benfica: 1-0
Pippo campione vero
Vai Faraone
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Big Bang Boateng
Milan - Olimpia Asuncion 3 - 0
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