La regola del calcio impone di non subire goal prima di farli, per una volta tanto diamo pieno merito al quartetto rossonero, difensori rossoneri che hanno saputo fermare lo spauracchio Barcellona. E complimenti a Luca Antonini.La gara contro il Barcellona ha dimostrato ancora una volta la regola fondamentale del gioco del calcio, prima di tutto “non prenderle”, non subire goal e mal che vada si pareggia. Sembra una teoria anacronistica, ormai non più di moda, superata prima dal profeta Arrigo Sacchi e continuata poi da altri tecnici fino ad arrivare a Guardiola. C’è chi preferisce giocare sempre e comunque per segnare un goal in più dell’avversario anche rischio di subire un contropiede letale; in una partita però ci sono momenti in cui non si riesce ad imporsi, a far prevalere il proprio gioco, a creare occasioni da rete. E allora cosa c’è di meglio che difendersi, di non far segnare l’avversario, di portare a casa il famoso “zero a zero”. Certo, non ditelo al Presidente Berlusconi, ad Arrigo Sacchi, senza dubbio entrambi inorridiscono al solo pensiero di un simile atteggiamento in campo; proprio al termine del match con il Barça si è registrata una battuta del presidente che senza dubbio lasciava intuire che non era pienamente soddisfatto del gioco del Milan. Eppure la squadra ha giocato una splendida gara in fase difensiva, un quartetto difensivo impeccabile, capace di limitare le giocate dei vari Xavi, Messi, Sanchez, Iniesta; alla fine alzi la mano chi non è soddisfatto di aver portato a casa lo zero a zero e potersi giocare la qualificazione al Camp Nou con la possibilità di avere a disposizione due risultati su tre. Sarebbe stata meglio una gara con goal, con reti subite e con la sola opzione di vittoria in terra spagnola pena l’eliminazione dalla Champions? Il pareggio a reti inviolate è un gran bel risultato soprattutto chi dava per spacciato il Milan già al termine della gara di andata, come se si dovesse sentire uno sparring partner qualunque; se i rossoneri sono il club più titolato al mondo, con sette coppe dei campioni in bacheca ci sarà pure un motivo, non può essere solo casualità, l’esperienza e la bravura serviranno pure nelle grandi sfide. Ed allora dopo i molti elogi ai vari Ibrahimovic, Maxi Lopez, El Shaarawy, ovvero gli attaccanti rossoneri, diamo spazio a chi ha permesso ad Abbiati di rimanere imbattuto, a costringere il Barcellona a non segnare in Europa dopo oltre due anni. Nesta e Mexes centrali, Bonera ed Antonini sulle fasce; sono questi i magnifici quattro, i guerrieri di coppa, coloro che non hanno avuto paura di trovarsi Messi davanti, coloro che grazie alla loro classe, Nesta, esperienza, Mexes, duttilità tattica, esperienze e bravura come Bonera ed Antonini, hanno vissuto da protagonisti una sfida che nelle premesse doveva essere a panneggio di altri giocatori. Chi si è accorto dell’assenza del “Re” Thiago Silva? Quanti si sono disperati domenica dopo il comunicato ufficiale del Milan circa la sua assenza dal campo? Molti tifosi rossoneri erano nello sconforto di affrontare il doppio impegno di Champions senza il difensore più forte al mondo, ed invece ecco la piacevole sorpresa di una difesa praticamente perfetta. Se per Nesta ci sono pochi aggettivi, la classe non è mai in discussione, la precisione, l’eleganza negli interventi lo collocano ancora tra i più forti centrali in circolazione, meritano senza dubbio una citazione particolare le prestazioni di Antonini e Bonera, due autentici cuori rossoneri. Luca Antonini è cresciuto nel Milan, tutta la trafila rossonera e poi un girovagare per l’Italia fino al ritorno alla casa madre, alcune critiche, molti giudizi prevenuti, il desiderio di molti tifosi di avere un terzino sinistro da Milan; in questa seconda parte di stagione si sta assistendo al miglior Antonini da quando veste i colori rossoneri, tant’è che ormai mister Allegri lo considera un titolare della fascia a scapito di Mesbah e Zambrotta. I due interventi decisivi su Sanchez, ma non solo, lo hanno eletto migliore in campo, essere il miglior nel match tra Milan e Barcellona è senza dubbio un ottimo riconoscimento per il nostro Luca, uno della curva, un tifoso rossonero dalla nascita. Da un rossonero ad un altro, Daniele Bonera, tifosissimo del Milan ancora prima di arrivare in rossonero nell’estate del 2006; un difensore centrale che sa benissimo adattarsi anche sulla fascia, destra o sinistra non fa differenza, qualsiasi ruolo gli si chieda lo sa interpretare in maniera professionale, addirittura in molte gare ha saputo alternare più di un ruolo, segno di autentica intelligenza e bravura. Per una volta tanto quindi diamo soddisfazione e i giusti meriti anche a chi non si ritrova spesso nelle prime pagine dei giornali, chi fa un lavoro meno appariscente di altri ma alla fine ugualmente redditizio e importante per la squadra, anche perché se gli attaccanti segnano ci vorrà poi pure qualcuno che difende il risultato, tanto per ritornare alla vecchia regola del calcio. E per una volta ci perdoni il nostro Arrigo Sacchi…
Piergiorgio Danuol
1° Maggio 1988: Napoli-Milan 2-3
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