Un finale di campionato che doveva essere nelle mani dei rossoneri, quattro punti di vantaggio svaniti in una settimana, rabbia e rassegnazione tra i tifosi rossoneri
E ora ne mancano sei! Sei giornate alla fine del campionato che saranno più di rabbia che di speranza per uno scudetto che giornata dopo giornata sembra sempre più allontanarsi da Milanello, meriti della Juventus ma soprattutto demeriti dei rossoneri. La sconfitta interna contro la Fiorentina sa tanto di addio allo scudetto, uno scudetto ampiamente nelle mani del Milan e gettato non solo per i tre punti persi contro i viola ma anche per altri fattori determinanti nell’arco della stagione: infortuni, preparazione, atteggiamento in alcune gare. La lista di indisponibili che sistematicamente caratterizza la rosa rossonera dall’inizio della stagione non può essere assoggettata solo alla sfortuna, escludendo gli stop di Gattuso e Cassano, davvero imprevedibili e che poco hanno a che fare con il terreno di gioco, il resto ha davvero dell’inspiegabile; non si spiegano le troppe ricadute di giocatori dichiarati guariti e poi ritornati immediatamente in infermeria, Boateng e Pato i casi più eclatanti. Nonostante ciò il Milan era riuscito a raggiungere e superare i bianconeri, a portarsi a quattro punti di vantaggio ed in grado di essere padrone del proprio destino, giocare le restanti gare libero dagli impegni di Champions League e con un calendario tutto sommato non impossibile. Addirittura il goal di Muntari non assegnato nel derby d’Italia non aveva impedito ai rossoneri di guardare tutti dall’alto della classifica. Ebbene alla vigilia di Pasqua sembra essere sfumato tutto, sconfitta in casa contro la Fiorentina, sorpasso della Juve, polemiche, nuovi infortuni, squalificati, un campionato gettato via. La maggior parte dei tifosi sembra aver abbandonato ogni speranza, troppo continui i bianconeri, ancora imbattuti, reduci da una serie di vittorie consecutive, miglior difesa, umore alle stelle. Non solo il Milan è chiamato a vincere le restanti gare ma deve sperare in un passo falso della Juventus che ad oggi appare alquanto difficile, visto che gli uomini di Conte rispondono colpo su colpo ai rossoneri, pur giocando ogni volta sapendo il risultato dei rossoneri dimostrano una grande concentrazione, forza mentale, fisica, quella rabbia agonistica che in certi casi non si riscontra nel Milan. Quattro punti persi nelle ultime tre gare, un pareggio a Catania, zero punti con i viola, vittoria contro il Chievo; il comune denominatore di queste tre gare è la mancanza di gioco, di grinta, di reattività, incapacità degli uomini di Allegri di imporre il proprio gioco e indirizzare la partita a proprio piacimento; la vittoria di Verona è stata esaltata più per il carattere dimostrato, per l’orgoglio che per il gioco espresso, anzi non espresso e di certo non lascia fiduciosi per il futuro. La sensazione è che le prossime due gare decideranno la lotta scudetto, Milan in casa contro il Genoa, bianconeri a Cesena, poi sfida tra Juventus e Roma e rossoneri in casa contro il Bologna; dovessero i bianconeri superare indenni anche la sfida contro Totti e compagni non solo avrebbero una serie di vittorie consecutive ma probabilmente sancirebbero la vittoria finale. Al di la delle polemiche, della rabbia, dell’”odio” sportivo nei confronti dei bianconeri, va dato atto che i numeri della squadra di Conte sono addirittura superiori a quelli dei rossoneri: zero sconfitte contro le cinque dei rossoneri, miglior difesa con solo diciotto reti subite, di cui otto appena in trasferta, undici vittorie tra le mura amiche, non sono certo numeri che possono essere sottovalutati; a favore dei rossoneri ci sono le undici vittorie in trasferta ed il miglior attacco del torneo con sessantadue reti all’attivo. La migliore condizione fisica, il numero di gare in meno disputate da agosto ad oggi, pochissimi gravi infortuni, entusiasmo, vittorie contro le grandi, hanno fatto il resto; certo, ci saranno ancora molti tifosi che spereranno in qualche distrazione bianconera, di effettuare il controsorpasso, di tifare per ogni avversario della Juventus ma in fondo resta una grandissima amarezza per non aver chiuso in anticipo la questione scudetto, di aver fatto prevalere la classe, il gioco, i campioni, l’esperienza nei confronti della corsa, vigore atletico, determinazione, grinta. Prima di prendersela con i vincitori sarebbe meglio fare il “mea culpa” e soprattutto capire i perché di errori in sede di mercato, preparazione, gioco. Se poi fossimo smentiti, pronti a congratularsi ancora una volta con il club di via Turati, anche se al momento prevale un immenso senso di rabbia e rassegnazione.
Piergiorgio Danuol
1° Maggio 1988: Napoli-Milan 2-3
Milan - Real Madrid 5-0
Milan - Steaua Bucarest 4-0
Milan-Benfica: 1-0
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