Un sonnolento finale di stagione rallegrato da un goal del Lecce, ma alla fine rischia di essere una pura illusione. A meno che…Il due maggio probabilmente il Milan ha deciso di regalare emozioni forti ai propri tifosi visto che dal 2004 a oggi si ricordano altre due gare disputate in questo fatidico giorno: la vittoria per uno a zero contro la Roma e diciassettesimo scudetto, la partita perfetta contro il Manchester United e finale di Atene conquistata; paragonare la vittoria contro l’Atalanta a queste due imprese suona come un’offesa per i protagonisti dell’epoca però come emozioni possono tranquillamente reggere il paragone. Una serata iniziata all’inseguimento della Juventus dato che il goal di Muntari è arrivato poco dopo quello di Marchisio e quindi svantaggio invariato; gara poi proseguita senza troppe emozioni, una partita di fine stagione e nulla più, notizie da Torino pessime, tabellone di San Siro desolatamente avaro di aggiornamenti. Al minuto ottantacinque, le ventidue e venticinque circa, di colpo un sussulto, un mormorio generale, un’incredulità per molti, una speranza che stava per diventare realtà; pubblico di San Siro rivolto con lo sguardo verso il tabellone, gli spettatori da casa a fare zapping sul canale dei bianconeri e poi finalmente quello che tutti avrebbero voluto vedere: è bastato un solo nome, Bertolacci, la conseguenza è arrivata da sola, Juventus e Lecce uno a uno. All’improvviso un boato, i giocatori se ne rendono conto, il mister in panchina pure, lo svantaggio si è ridotto a un solo punto, le giornate al termine due; quella che doveva essere una serata pro Juve alla fine si è rivelata una doccia fredda per i bianconeri e una gioia per i rossoneri. “Tutto può ancora succedere” continuava a ripetere mister Allegri, “dobbiamo essere pronti in caso di passo falso dei bianconeri” ripeteva Max; a guardare ciò che è successo bisogna dare atto al mister di essere stato uno dei pochi, se non il solo, a credere ancora nella conquista dello scudetto. Ancora due giornate d’incertezza, Cagliari e Inter nella strada di bianconeri e rossoneri, calendario più agevole per gli uomini di Conte, sfida stracittadina per quelli di Allegri e si sa come il derby sia sempre una partita aperta a qualsiasi risultato, impossibile da pronosticare. Un avversario per la Juve già salvo, privo di motivazioni e per di più sfida in campo neutro, quel Nereo Rocco di Trieste che magari potrebbe proteggere il Milan a discapito della Juventus; rossoneri invece impegnati contro un Inter padrona di casa che si gioca le ultimissime speranze di qualificazione alla Champions, solo una vittoria potrebbe permettere agli uomini di Stramaccioni di sperare ancora nel terzo posto. La sensazione è che comunque sarà la giornata decisiva, la domenica in cui si saprà seppur non ancora matematicamente chi vincerà questo incertissimo scudetto considerato poi che l’ultima giornata poco avrà da raccontare visto che Atalanta e Novara non potranno di certo modificare i pronostici scontatissimi.
Il dopo Atalanta sembra aver nuovamente riacceso gli animi, rossoneri riportato entusiasmo che fino a qualche ora fa era pressoché nullo, a testimonianza di come il calcio riesca a far cambiare repentinamente opinioni ai tifosi; fino a mercoledì pomeriggio rossoneri stanchi, finiti, privi di grinta e determinazione, Allegri in confusione, liste di partenti già scritte, qualsiasi giudizio negativo era ben accetto. Ora tutti euforici, nuovamente con il mister, con i giocatori, speranzosi di conquistare quello scudetto che molti pensano debba spettare di diritto al club di via Turati. Il pericolo adesso è quello di illudersi ancora, di vivere questi giorni con la convinzione di potercela fare, di credere che la Juventus non regga il peso di dover vincere, di sperare che il Cagliari possa disputare chissà quale gare. Non accadesse tutto ciò, si ripiomberebbe nello sconforto tipo post Fiorentina, nella rabbia per aver sprecato un’occasione unica di portarsi a diciannove titoli nazionali, di non aver saputo sfruttare la classe e la forza della squadra nei confronti della corsa e delle motivazioni dei bianconeri. L’unica speranza è allora che tutto finisca al più presto, che domenica sia già tutto deciso, di non arrivare all’ultima inutile giornata con ancora la speranza di un nuovo “cinque maggio”. Alla fine comunque potremmo dire che il goal di Bertolacci è servito a ravvivare un po’ lo stato d’animo dei rossoneri che pareva ormai gelato sotto i colpi dei vari Amauri, Ramirez, Fiorentina, Bologna e tutta la banda bianconera.
Piergiorgio Danuol
1° Maggio 1988: Napoli-Milan 2-3
Milan - Real Madrid 5-0
Milan - Steaua Bucarest 4-0
Pippo campione vero
Milan-Benfica: 1-0
Vai Faraone
Big Bang Boateng
Milan - Olimpia Asuncion 3 - 0
Se contassero solo i numeri...
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SIETE GIA RASEGNATTI NON VI VERGOGNATE
Scritto: Venerdì 4 Maggio 2012