Siamo all'inizio degli anni sessanta . Un ragazzetto gracile , si reca al campo di allenamento riservato alla squadra giovanile dell'Ajax Amsterdam . Da quasi quattro anni fa parte di quel gruppo, è un talentuoso , uno da tenere d'occhio . Il suo nome è Johan Cruijff . Il suo proposito è di parlare con il vicepresidente della squadra e convincerlo ad assumere sua madre tra il personale di servizio . La morte del padre , avvenuta qualche mese prima a causa di un attacco cardiaco , ha infatti gettato la famiglia di Joahn in una gravissima crisi economica . La madre , sommersa dai debiti , è costretta a cedere la bottega di prodotti ortofrutticoli e ad abbandonare la casa in cui vivono . La richiesta del piccolo Cruijff viene esaudita . La donna inizierà a lavorare come addetta alle pulizie e al bancone del bar dello stadio . Da quel momento , le cose cambiano in meglio e il ragazzo si dedica con anima e corpo alla pratica dello sport che ama : il calcio . In tutto l'ambiente dell'Ajax , non c'è nessuno che dubiti delle sue capacità . I suoi numeri nelle giovanili sono impressionanti . Gioca da centrocampista , da trequartista e da prima punta ma il risultato è tradotto sempre e comunque in grappoli di gol . Nel 1964 arriva la convocazione in prima squadra e il sentiero della sua carriera diventa d'oro ma alcune tappe risulteranno fondamentali .La più importante è aenz'altro l'arrivo sulla panchina dell'Ajax dell'ex attaccante della nazionale olandese Rinus Michels che afferra le redini della squadra (vicinissima alla retrocessione) per cambiarne letteralmente la storia calcistica . E' l'inizio del CALCIO TOTALE , che porterà l'Ajax sul trono d'Olanda , d'Europa e del Mondo . Cruijff lascia definitivamente gli studi . Il triennio calcistico che va dal 1965 al 1968 gli regala grandi soddisfazioni con vittorie in campionato e in coppa d'Olanda . In tutto il mondo si inizia a parlare del suo talento e la sua maturazione è quasi completa quando la sua strada e quella del Milan si incrociano per la prima volta . Nello stadio Bernabeu di Madrid , il 28 Maggio del 1969 , l'Ajax disputa la sua prima finale di Coppa dei Campioni contro i più blasonati rossoneri del Milan , allenati dal paròn Nereo Rocco . Per l'attaccante e i suoi compagni di squadra è una serata da dimenticare . Il Milan disputa una gara perfetta con ottime azioni di rimessa “dirette” dal piedino ispirato di un “certo” Gianni Rivera e finalizzazioni pregevoli di Pierino “la peste” Prati . Termina 4 a 1 per i rossoneri con Cruijff che conosce la prima grande delusione della carriera . Nel 1970 , il presidente del Barcellona Montal (che si sta battendo per riaprire le frontiere ai calciatori stranieri nel campionato spagnolo) , strappa a Cruijff la promessa di vestire , in futuro , la maglia azulgrana . Nel frattempo però , l'Ajax sta incantando il mondo e conquista ben tre Coppe dei Campioni consecutive tra il 1970 e il 1972 che valgono altrettanti Palloni d'Oro (non consecutivi) per “il profeta del gol” . La finale del 1971 viene giocata a Rotterdam contro l'Inter di Sandro Mazzola , nello stadio degli eterni rivali del Feyenoord . Cruijff segna una doppietta e si trascina per il campo a piacimento il malcapitato Oriali (allora ventenne) . Termina 2 a 0 ed è una delle più grandi soddisfazioni per Joahn , alzare la Coppa dei Campioni in uno stadio da sempre ostile a lui ed ai colori dell'Ajax . Ormai leader di questo team , Cruijff viene ricordato come il simbolo della squadra di Amsterdam e della nazionale orange . I meriti tuttavia sono da suddividere con l'allenatore Michels e i compagni di squadra come Muhren o Haan e la difesa formidabile . Nel 1973 , la Spagna consente il trasferimento di calciatori stranieri ai club della liga e il Real Madrid allunga i suoi bianchi tentacoli sul profeta del gol . Cruijff si ribella al trasferimento e determinato a mantenere la promessa fatta al presidente del Barca , Montal , minaccia di lasciare il calcio se non andrà in porto l'affare tra Ajax e Barcellona per il suo passaggio ai catalani . La trattativa estenuante va a buon fine e Johan Cruijff diventa un calciatore del Barcellona . Sarà costretto dalle severe regole spagnole ad indossare la maglia numero 9 (a discapito della storica numero 14) . Il suo palmares “olandese” è di 3 Coppe dei Campioni , 6 campionati olandesi , 1 coppa Intercontinentale , 2 Supercoppe e 4 coppe d'Olanda . In Spagna , la sua nuova squadra conquista il titolo al primo tentativo ma il ciclo non si rivelerà vincente come il precedente . Cruijff continua ad incantare al Barcellona e in nazionale . L'Olanda nel campionato del Mondo del 1974 viene sconfitta solamente in finale dalla Germania Ovest , dopo essere passata in vantaggio , sfiorando così l'impresa storica . Nello stesso anno , l'Ajax (senza di lui) si vendica del Milan strapazzando i rossoneri nella finale di Supercoppa . Dopo avere perso l'andata a San Siro per 1 a 0 , i biancorossi , disintegrano i “diavoli” con un punteggio tennistico ...6 a 0 ad Amsterdam . Joahn Cruijff si allontana dalla nazionale dopo l'Europeo in Jugoslavia . Tra lui e la maglia arancione si chiude una splendida storia , aperta con il famoso pugno rifilato all'arbitro della partita contro l'Ungheria nel lontano 1965 e terminata con diverse fratture nei rapporti all'interno dello spogliatoio a cui sembra impossibile porre rimedio . Il Barcellona lo adotta come nuovo idolo . Diventa “l'olandese volante” dopo uno splendido gol segnato in acrobazia all'Atletico Madrid . Gioca con la maglia numero 14 nascosta sotto a quella “regolamentare” con il numero 9 . A 31 anni , Joahn , lascia la Catalogna per trasferirsi negli States dove lo aspettano soldi e poche aspettative . Continua a segnare con regolarità , cambiando 3 squadre in quattro anni fino al suo ritorno nell'Ajax per chiudere la carriera in Olanda , nelle file del Feyenoord . Durante questo lentissimo tramonto , viene convinto a disputare il Mundialito 1981 con la maglia del Milan . La sua prestazione desta molto sconcerto . Cruijff appare goffo e poco allenato , in odore di ritiro . Il futuro per lui sarà come allenatore . Anche da tecnico, le squadre che segnano indelebilmente la sua vita sono due : manco a dirlo Barcellona ed Ajax . Specialmente gli azulgrana traggono vantaggio dalla sua guida tecnica . I catalani vincono quattro campionati consecutivi e conquistano la prima Coppa dei Campioni della loro storia in finale contro la Sampdoria . Il “candido” , trova l'occasione nel 1994 per vendicarsi del Milan che gli diede il primo dolore europeo . Il Barcellona , ad Atene , raggiunge la finale di Champions League contro i rossoneri che , rimaneggiati dalle assenze di Baresi e Costacurta (squalificati) paiono sfavoriti . Inizia una lunga battaglia mediatica . Johan Cruijff attacca i rossoneri usando parole di chi è sicuro di vincere la partita . Senza il minimo rispetto per l'avversario , il tecnico del Barca lancia proclami al mondo intero e “becca” il Milan ripetutamente . L'orgoglio dei rossoneri fa il resto e con Massaro (una doppietta) , Desailly e Savicevic , la Coppa viene stravinta (4 a 0 il finale) dal Milan . Le telecamere durante il match , inquadrano uno spento Cruijff che non lascia trasparire emozioni ma che probabilmente sta schiumando rabbia da tutte le parti . La vendetta ...non è servita !!! Per il suo sessantesimo compleanno , l'Ajax ritira la gloriosa maglietta numero 14 . Cruijff , ora , fa parlare di se per i suoi battibecchi con Mourinho , Van Gaal e Van Den Boog . Oramai è un dirigente ingrigito che usa i piedi solo per spostarsi e non più per incantare . “Il Pelè bianco” , come Brera lo ribattezzò , è un pezzo di storia del calcio . Uno di quelli che avrebbe fatto godere ogni tifoseria ma che è bello anche sfidare da avversario . Uno sincero , anche troppo , tradito dalla salute del suo cuore e dal “veleno” delle proprie parole con cui ha sempre fatto danni . Perchè le parole , Cruijff , non le ha sapute mai misurare , ma dei piedi e del pallone , lui aveva un controllo totale , come un direttore d'orchestra che coordina gli altri ed è fondamentale . Se qualcuno nomina l'Ajax , salta subito in mente il suo nome perchè , come tutti i campioni , il ricordo di lui è indelebile .
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