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Pavel Nedved

Del 29/12/2011 di Enrico Bonifazi


Pavel Nedved E' il trascinatore della Lazio "pigliatutto" di Cragnotti, lo diviene con la Juve di Marcello Lippi col quale scenderà addirittura in B. La sua macchia in carriera è quella di non aver potuto disputare la finale del 2003 a Manchester contro il Milan. La squalifica nella semifinale rimediata contro il Real gliel'ho impedì

Poco dopo la metà degli anni novanta , gli aquilotti della Lazio iniziano ad effettuare alcune importanti operazioni di mercato per tentare prepotentemente l'assalto allo scudetto . Cragnotti e il suo staff arricchiscono il centrocampo biancazzurro con un centrocampista incontrista dalle grandi potenzialità offensive :  Pavel Nedved .  Percentuale di massa grassa che rasenta lo zero , polmoni capienti come dirigibili e corsa al galoppo sono le sue caratteristiche più evidenti . Pavel , giunge in Italia con fame di vittoria . Pochi mesi prima del suo arrivo una doppietta di Oliver Bierhoff gli ha negato la gioia del trionfo europeo , in finale ,  con la sua nazionale , la Repubblica Ceca . Il progetto Lazio però stenta a decollare ...serve ancora tempo . Intanto Nedved mette in mostra uno spiccato senso del gol dovuto a formidabili doti atletiche e alla capacità di calciare certe “sleppe” dalla lunga distanza tali da far invidia alle cannonate dell'Enterprise .  Durante il primo minuto di recupero della seconda giornata del campionato 1997-98 , Nedved simula un contatto in area con Paolo Maldini . L'arbitro “abbocca” e concede il penalty che consente alla Lazio di pareggiare in extremis un match a lungo dominato dal Milan .  Al termine della stagione , la Lazio vincerà in rimonta un'incredibile finale di Coppa Italia , sempre contro i rossoneri e Pavel , che gli eventi hanno trasformato in uno di quei “nemici” da detestare cordialmente , alza così il suo primo trofeo .
La vittoria in coppa nazionale poi , permette alla Lazio di aprire la stagione 1998-99 con un successo nella Supercoppa Italiana a Torino contro la Juventus (Pavel segna la rete dell'1 a 0) e di trionfare in Coppa delle Coppe (Nedved segna lo splendido gol decisivo in semirovesciata) . Il Milan però , verso la fine del campionato  ingrana la quinta e nelle ultime sette giornate recupera otto punti alla squadra di Eriksson vincendo uno scudetto strepitoso con un'impresa resa possibile anche dalla sconfitta in quella finale di Coppa Italia e la relativa esclusione dalle coppe . E' infatti logico pensare ad uno sperpero maggiore di punti ed energie dei rossoneri nel caso di impegni europei oltre al campionato . Insomma , Nedved mastica amaro e medita vendetta per l'anno successivo . La Lazio trionfa contro il Manchester nella Supercoppa Europea e si aggiudica nuovamente la Coppa Italia ma la vittoria più prestigiosa arriva proprio al termine della stagione . I biancazzurri strappano alla Juventus uno scudetto già vinto superandola all'ultima giornata di campionato . Pavel Nedved segna una rete decisiva nel derby contro la Roma  e grazie anche alle sue prodezze , trascina la squadra fino al titolo . L'entusiasmo della gente e la passione della società sono alle stelle e sembra proprio che debba aprirsi un nuovo ciclo vincente . Tuttavia , la Lazio piomba in una gravissima crisi economica dovuta ad un eccessivo accumulo di debiti . La dirigenza è costretta a privarsi dei propri gioielli che uno ad uno lasciano la capitale per altre destinazioni . Al termine della stagione 2001 2002 , Pavel Nedved parte in direzione di Torino , sponda bianconera , dopo aver collezionato ben 207 partite in maglia laziale .  La “furia ceca” riesce a portare con se tutto il proprio bagaglio atletico e tecnico durante una stagione di duelli infiniti con il Milan . Le due squadre infatti “si litigano”  a lungo il primato in classifica finchè la Juventus , verso la metà del girone di ritorno , piazza l'allungo decisivo e si proietta incontrastata a caccia del titolo . Durante il match di ritorno contro i rossoneri , Pavel , segna il gol del momentaneo pareggio juventino grazie ad un errore di Dida . La partita viene vinta dal Milan grazie alle reti di Sheva ed Inzaghi ma sono punti inutili per la classifica che ormai è saldamente nelle mani dei bianconeri . Durante il campionato però , Nedved , oltre alle reti e alle leggendarie sgroppate , si segnala per altre due evidenti simulazioni contro Brescia e Roma che procurano altrettanti rigori alla squadra allenata da Lippi , macchiando il suo curriculum con una reputazione non proprio limpida nelle aree avversarie . Il ceco trascina dunque la Juventus con la sua energia (e un po' di “mestiere”) in serie A e in Champions League dove dopo avere subito tre “sberle” in casa dal Manchester Utd nella fase a gironi , si riscatta eliminando il Barcellona ai tempi supplementari al Camp Nou . Anche in quella occasione , Nedved segna una rete iniziando ad attirare su di se alcune chiacchiere riguardanti Il Pallone d'Oro di France Football per il miglior calciatore dell'anno . In semifinale , mentre il Milan elimina con il cuore e coi nervi i cugini dell'Inter , la Juventus deve vedersela con il Real Madrid di Ronaldo e dell' ex Zinedine Zidane . Al Bernabeu termina 1 a 0 per i madrileni  ma con una grande prestazione e un po' di fortuna (Figo fallisce il rigore della qualificazione per i blancos) , la Juve capovolge il risultato nella partita di ritorno . Nedved segna la rete del 3 a 0 . I campioni di Spagna accorceranno poi le distanze per il 3 a 1 finale . Ricordo ancora le mie sensazioni da tifoso di allora , la paura di affrontare una Juventus che credevo molto più forte con quel Pavel Nedved instancabile che pareva caricato con batterie eterne . Insomma , sì , ero spaventato e arrabbiato con il destino beffardo che ci aveva fatto arrivare in finale nella maniera più dolce , eliminando l'Inter , per poi regalarci un avversario di quelli che avrebbero aperto stigmate nel cuore in caso di sconfitta . Ad alleggerire il peso però , ci pensa proprio Nedved , che spinto da un eccesso di agonismo , compie nella semifinale contro il Real Madrid sopracitata , una sciocchezza incredibile falciando un centrocampista spagnolo nei minuti di recupero , con il punteggio al sicuro . Il ceco è in diffida e il giallo mostratogli dal direttore di gara nonostante i suoi piagnistei , gli costa la finale e , allo stesso tempo , il più grande rammarico della sua carriera . Nedved in quel momento è l'uomo in più della Juve , nessuno può negarlo . Il Milan vince la più memorabile delle Champions League dopo avere eliminato i cugini in semifinale e i rivali di sempre nella finale di Manchester terminata ai calci di rigore . Qualcuno parla di fortuna ma non lo è . Pavel ha commesso un errore di cui tutta la squadra ha pagato le conseguenze . Lippi al termine del match , dimostrando scarsa sportività dichiara : “Vorrei rigiocarla con tutti i miei effettivi” . Lui , che fino a due mesi prima diceva che gli assenti non hanno mai ragione ! Insomma tutto ruota intorno alla mancata presenza della “furia ceca” che vince comunque il Pallone d'Oro e si prende la sua vendetta sul Milan in Supercoppa Italiana , dove la Juve trionfa ai calci di rigore ...ma non si può certo parlare di rivincita ! Nella stagione successiva , il Milan vince lo scudetto ma i bianconeri si concentrano soprattutto sulla coppa con le orecchie che termina con l'eliminazione ad opera del Deportivo La Corouna  . Nedved inizia a sentire gli anni e la frustrazione per aver fallito la conquista del trofeo . Continua a segnare ma il suo rendimento è incostante malgrado sia ancora un pezzo fondamentale nello scacchiere juventino . Pavel Nedved dimostra negli anni grande attaccamento alla maglia restando alla Juventus anche dopo Calciopoli , affrontando retrocessione in serie B e l'immediata risalita . La squadra però è smembrata dal calciomercato e manca la qualità necessaria per affrontare con ambizione le varie competizioni . Nedved prolunga ancora di un anno il proprio contratto per tentare l'ultimo disperato assalto alla Coppa dei suoi sogni : la Champions ...ma i sogni s'infrangono contro il Bayern Monaco  nel girone di qualificazione agli ottavi di finale . Nedved , lascia il calcio giocato nel maggio del 2009 salutato da un'ovazione . E' lo straniero con più presenze in maglia bianconera . Il suo palmares juventino è di due soli scudetti e due Supercoppe Italiane che andrebbe sommato  ai trofei conquistati con Lazio , Dukla e Sparta Praga , le sue  uniche squadre di club .  Ultimamente in qualità di dirigente bianconero si è parlato di lui che offeso (secondo le indiscrezioni) per un mancato coinvolgimento nelle decisioni del calciomercato , ha disertato l'innaugurazione dello Juventus Stadium per un impegno benefico . Ma sono soltanto chiacchiere . Ai tifosi della Juventus non piace mettere in discussione uno come Pavel Nedved . Il sogno del bambino Pavel però , quello di vincere la Champions League si è infranto contro una squadra dalle grandi tradizioni europee come il Milan . In fondo così è il calcio  . Nascono rivalità indissolubili al cambio di maglia e se è vero che tutto ciò che è Juve non può non essere considerato un “nemico” , alla storia non si comanda e il ceco ne fa parte di diritto nel bene e nel male , ma quale spietato ghigno si accende sul nosto volto ripensando a quella finale del 2003 a Manchester … croce di Pavel Nedved ...godimento impareggiabile per tutti i tifosi milanisti .

Enrico Bonifazi

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Gunnar Nordahl
Del 29 Dicembre 2011
Miglior marcatore della storia del Milan. Vanta 268 presenze e 221 goal. Veniva soprannominato :"il pompiere". Per cinque anni consecutivi fu capocannoniere della serie A con un'incredivile media di 0,77 reti a partita.
Pietro Vierchowod
Del 29 Dicembre 2011
Mastino e perno della difesa sampdoriana ai tempi di Vialli e Mancini col quale ha vinto lo storico scudetto dell'annata 90-91. Memorabili i suoi duelli con Marco Van Basten. Sul finire di carriera Vierchowod vestirà anche la maglia rossonera nella sfortunata stagione 96-97.
Sebastiano Rossi
Del 29 Dicembre 2011
Nella storia italiana è il portiere che vanta il record d'imbattibilità stabilito nel campionato 93/94: 929' minuti senza subire goal. Con il Milan dal '90 al 2002 vanta 240 presenze. Il suo "bottino" in rossonero consiste in 5 campionati, 2 supercoppe europee, 1 champions league, 3 supercoppe italiane e 1 coppa intercontinentale.
Marcel Desailly
Del 29 Dicembre 2011
Con il Milan dal 93' al 98'. Conquista 5 trofei. Nell'estate del 98' viene ceduto al Chelsea. Nello stesso periodo conquista il mondiale in Francia con la formazione padrona di casa.
Daniele Massaro
Del 29 Dicembre 2011
L'attaccante di scorta che ogni allenatore vorrebbe avere. Ogni volta che entrava dalla panchina andava a segno. Con i rossoneri raggiunge l'apice contribuendo con i suoi undici goal alla vittoria finale del campionato 93-94 regalando al Milan il 14° scudetto della sua storia. Inoltre arrichisce la sua stagione perfetta realizzando due goal nella finale di Champions ad Atene contro il Barcellona. In nove stagioni realizza 70 goal in 306 presenze. E' attualmente al 26° posto nella classifica delle presenze nel Milan.
Zvonomir Boban
Del 29 Dicembre 2011
Arrivò in Italia nell'estate del 91'. Fu prestato al Bari per poi tornare ad indossare la maglia del Milan che vestirà fino alla stagione 2001. Vanta 251 presenze e 30 goal. La sua miglior stagione è targata 98-99, anno del 16° scudetto rossonero.
Ruud Gullit
Del 29 Dicembre 2011
Al Milan dall'estate dell'87, anno in cui vince il pallone d'oro. Indossa la maglia rossonera per ben 171 volte realizzando 56 goal. Con Sacchi arrivano numerosi trofei in Italia, in Europa e nel mondo. In Italia vestirà anche la maglia della Sampdoria col quale vincerà una coppa Italia. Con la nazionale olandese conquisterà gli Europei dell'88'.
Franco Baresi
Del 29 Dicembre 2011
Veste Milan per 20 stagioni, sceso con i colori rossoneri perfino in serie B. Capitano storico e leader indiscusso, in suo onore fu ritirata la maglia numero sei dalla stagione 97-98. Al secondo posto nelle presenze all-time del Milan con 719 gettoni, arricchite da 33 reti. Il migliore difensore di tutti i tempi: "Leggenda".
Giuseppe Bergomi
Del 29 Dicembre 2011
Capitano storico e bandiera dell'Inter. Avversario leale in campo e protagonista di numerosi derby tra gli anni 80-90. Al Milan segnò due rreti entrambe in coppa Italia che sancirono il passaggio dei nerazzurri.
Nicola Berti
Del 29 Dicembre 2011
Il goal che decise il derby d'andata del 90-91 con uno splendido volo di testa e quello dell'annata 94-95 (complice anche la schiena di Rossi) rimangono nella storia del calcio di fine anni 80' inizio anni 90'. Di mezzo un goal nella stagione 92-93 pareggiato da Gullit che spianò la strada ai rossoneri verso la conquista del tredicesimo scudetto.

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