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Toninho Cerezo

Del 18/02/2012 di Enrico Bonifazi


Toninho Cerezo Suo padre , clown di professione , divertiva le platee del circo . Lui , con una palla tra i piedi incantava le folle negli stadi . Il racconto della sua lunga carriera , caratterizzata da un vizietto ... segnare al Milan .

Da piccoli , il calcio è il gioco più spontaneo che ci sia . Per divertirsi con la pallavolo occorre una palla , per una sfida di basket è necessario disporre di un canestro , non è possibile simulare il base-ball senza mazza e guantoni , eccetera eccetera . Con il calcio è diverso , specialmente se si è un bambino , come tanti in Brasile , senza disponibilità di denaro . E' in quelle condizioni che tutto (una lattina , un rotolo di stracci , una cartoccio di giornale ) diventa una palla e bastano un paio di magliette buttate per terra , un paio di alberi vicino ad un prato oppure un semplice muro di mattoni per ottenere una porta da calcio . Questo è lo scenario dell'alba calcistica di Toninho Cerezo negli anni sessanta , quando con le sue gambette magre , si divertiva nei polverosi campi improvvisati di Belo Horizonte , mentre suo padre , clown circense , garantiva alla famiglia cibo e dignità . Sono bastati due occhi importanti (appartenenti ad un visionatore dell'Atletico Mineiro) ed un po' di competenza tecnica , per fare di lui una scommessa vincente . L'inizio non è tra i più incoraggianti . Toninho , si impegna , facendosi notare per la classe e le geometrie di gioco . La squadra titolare però sembra avere poco spazio per lui . Passano i mesi e le ossa elastiche del giovane centrocampista iniziano ad allungarsi . Cerezo si trasferisce a Manaus , importante città sulle rive del Rio delle Amazzoni , per giocare nel Nacional . Il suo primo campionato in maglia azul è di ottimo livello , tanto che Tele Santana lo richiama alla base (nell'Atletico Mineiro) per la stagione successiva . Cerezo , si distingue per il suo eclettismo che gli fa guadagnare le chiavi del centrocampo . Piedi pregevoli , intelligenza tattica notevole e , per distinguersi anche fuori dal campo , un paio di baffi davvero originali . Il talento del moretto dalle lunghe leve , rifulge in Brasile ma la sua luce tarda un po' a farsi notare dai club europei . Durante il Mundial di Spagna nel 1982 , la nazionale brasiliana (di cui fa parte Toninho) , incanta il mondo intero , fino alla clamorosa eliminazione subita dall'Italia . Cerezo non sfigura accanto a campioni come Socrates , Falcao , Zico e Junior . Dino Viola , innamorato del suo talento , decide di portarlo alla Roma campione d'Italia , per rafforzare il centrocampo e dare la caccia alla Coppa dei Campioni . Il tandem Falcao – Cerezo viene dunque ricomposto in giallorosso nel 1983 , quando il “baffo” di Belo Horizzonte ha oramai 28 anni . La Juventus però “scuce” lo scudetto dal petto dei lupi anche se la mazzata più grande arriva nelle competizioni europee . La Roma dopo una storica (e chiacchierata) rimonta in semifinale contro gli scozzesi del Dundee United , raggiunge la finalissima che si disputa proprio all'Olimpico . Gli avversari sono gli inglesi del Liverpool . Al termine di 120 minuti equilibrati , Cerezo e compagni devono arrendersi ai Reds dopo la lotteria dei calci di rigore . Le ferite causate dai due secondi posti sono profonde e nemmeno la conquista della Coppa Italia riuscirà a suturarle completamente . Nel corso della competizione , Cerezo mette a segno 6 reti . Nel ritorno dei quarti di finale , a San Siro contro il Milan , va in gol dopo pochi secondi dopo uno slalom in area di rigore . I rossoneri pareggiano con Carotti e il destino della sfida viene deciso ai tempi supplementari . E' ancora Cerezo con un guizzo dopo una traversa di Pruzzo ad anticipare tutti e depositare in rete il pallone della qualificazione . In finale contro il Verona , il brasiliano porta in vantaggio i giallorossi nel match di andata che termina 1 a 1 . Un autorete di Ferroni nel ritorno allo stadio Olimpico , regala a Toninho , il primo trofeo italiano , piccola consolazione dopo una stagione ad altissimi livelli in cui la Roma ha sempre dato la sensazione di potere raccogliere ben altri frutti . Durante l'estate 1984 , Nils Liedholm lascia la panchina della Roma e torna ad allenare il Milan . Eriksson diventa il nuovo tecnico dei giallorossi ma il rendimento della squadra è altalenante e viene raggiunto solamente un deludente settimo posto . Cerezo , che ormai ha preso di mira il Milan come squadra da bersagliare , segna a San Siro una rete fantastica dopo avere dribblato nell'ordine Wilkins , Baresi e Filippo Galli prima di depositare , con un piattone , la palla alle spalle di Terraneo . E' soltanto il gol della bandiera (il Milan vincerà per 2 a 1) ma merita di essere ricordato . L'anno del riscatto sembra arrivare nel 1985-86 . La Roma acquista Boniek dai rivali della Juventus e , dopo essere stata ampiamente staccata in classifica , inizia un percorso di rimonta incredibile che porta Cerezo e compagni in testa alla classifica . Toninho segna nel big match dell'Olimpico contro i bianconeri (3 a 0 per la Roma) e , per non perdere il vizio , la mette dentro anche contro il Milan , vittima sacrificale del centrocampista baffuto . Lo scudetto però , sfuma nella maniera più incredibile a causa di una sconfitta casalinga nella penultima giornata contro la già retrocessa matricola Lecce (2 a 3) . La Juventus , malgrado il calendario più impegnativo , torna al comando e festeggia lo scudetto sulle macerie giallorosse per una disfatta di cui si parla ancora oggi . Per Cerezo , si chiude il capitolo Roma . Considerato troppo vecchio per le ambizioni dei lupacchiotti , passa alla Sampdoria del presidente Mantovani durante l'estate 1986 . Il “ciliegio” (traduzione spagnola di Cerezo) , inizia ad accusare i segni dell'età . Arrivano alcuni infortuni seri e l'apporto del mediano blucerchiato è piuttosto intermittente . Il solito timbro al Milan , arriva nel girone di ritorno , quando la squadra di Boskov espugna il Meazza con un perentorio 2 a 0 firmato da Vialli e dal brasiliano . Il destino “europeo” dei rossoneri però , fa scattare la vendetta nello spareggio Uefa del 23 maggio 1987 , quando il diavolo affonda la Sampdoria grazie ad un colpo di testa di Daniele Massaro ai tempi supplementari . Negli anni successivi , Milan e Sampdoria migliorano progressivamente il proprio rendimento . I doriani si piazzano stabilmente tra le prime 5 . Nel 1988 , Cerezo può sollevare la seconda Coppa Italia della sua carriera , stavolta senza rammarico . La Samp si impone nella doppia finale contro il Torino qualificandosi per la prima edizione della Supercoppa Italiana contro il Milan campione d'Italia (vinceranno i rossoneri per 3 a 1) . Cerezo , “nonnetto” arzillo e cervello del centrocampo alza ulteriormente il suo rendimento . Nella stagione 1988-89 , lui e Mancini diventano protagonisti dell'ennesimo trionfo in Coppa Italia . Finisce 4 a 0 a Marassi e Toninho segna anche il gol del 2 a 0 . La Sampdoria è lanciatissima tra le grandi d'Europa e grazie anche ad un Vialli eccezionale , vince la Coppa delle Coppe nel 1990 . Il gruppo sembra pronto per traguardi importanti . Domenica 28 ottobre 1990 , Cerezo segna a San Siro la rete della vittoria contro il Milan e la Sampdoria prende il volo verso il suo primo ed unico scudetto , lasciandosi alle spalle proprio i rossoneri che si consolano con la conquista della Supercoppa Europea , sul campo neutro di Bologna ( San Siro era inagibile) , dopo avere sconfitto proprio gli uomini di Boskov per due reti a zero (con Cerezo però assente) . La festa blucerchiata esplode il 19 maggio 1991 , quando dopo avere disintegrato il Lecce , la Samp può fregiarsi del tricolore . Tutti ricordiamo Cerezo con un'insolita chioma platinata (goliardata celebrativa) , al punto da sembrare quasi , per contrasto , il negativo di una fotografia . Ormai trentasettenne , Cerezo , può tentare l'ultimo assalto alla Coppa dei Campioni . Il sogno purtroppo , come otto anni prima , si polverizza nella maniera più amara , in finale contro il Barcellona . Una punizione di Koeman , sfonda il muro blucerchiato a pochi minuti dal termine . Un addio amaro all'Europa per Toninho Cerezo , che termina la sua parentesi italiana con una sconfitta , lasciando comunque un grande ricordo di sé . Il vizio di segnare gol al Milan , lo mantiene anche dopo il suo ritorno in Brasile , con la maglia del Sao Paulo . Il Milan , dopo avere perso la finale di Coppa dei Campioni contro il Marsiglia viene ammesso alla Coppa Intercontinentale 1993 al posto dei francesi , rei di illecito sportivo in patria e penalizzati con la retrocessione . E' una finale amara che personalmente non ho mai sentito rossonera . Il destino oppone nuovamente Cerezo al Milan e “nonno Toninho” si toglie la soddisfazione di segnare un gol a Sebastiano Rossi sul prato dello stadio Olimpico di Tokyo . Tele Santana , l'allenatore che lo lanciò qualche lustro addietro , ancora una volta azzecca la mossa . Il Sao Paulo vince la partita per 3 a 2 e si aggiudica il trofeo . Cerezo continua a tirare calci al pallone fino a 43 anni con la sua andatura caracollante e quelle gambe lunghissime , quasi scoordinate nella corsa , e i capelli argentati dall'età . Ora si parla di lui per il rapporto difficile con il figlio transessuale più che per il suo incarico di allenatore del Vitoria (serie B brasiliana) . Un grande campione Toninho , che tutti ricordano con nostalgia . Un leader della mediana con il vizio del gol . Figlio di un clown , ha appreso dal padre l'arte di fare divertire gli spettatori . Il padre con il naso a palla e lui con la palla tra i piedi . E' sempre arte che abbiamo avuto la fortuna di ammirare e il buonsenso di applaudire malgrado la rivalità ...malgrado le sconfitte perchè è bello amare chi ama questo sport .

Enrico Bonifazi

 

(La foto è tratta da Almanaccogiallorosso.it)

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Gunnar Nordahl
Del 29 Dicembre 2011
Miglior marcatore della storia del Milan. Vanta 268 presenze e 221 goal. Veniva soprannominato :"il pompiere". Per cinque anni consecutivi fu capocannoniere della serie A con un'incredivile media di 0,77 reti a partita.
Pietro Vierchowod
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Mastino e perno della difesa sampdoriana ai tempi di Vialli e Mancini col quale ha vinto lo storico scudetto dell'annata 90-91. Memorabili i suoi duelli con Marco Van Basten. Sul finire di carriera Vierchowod vestirà anche la maglia rossonera nella sfortunata stagione 96-97.
Sebastiano Rossi
Del 29 Dicembre 2011
Nella storia italiana è il portiere che vanta il record d'imbattibilità stabilito nel campionato 93/94: 929' minuti senza subire goal. Con il Milan dal 90' al 02' vanta 240 presenze. Con i rossoneri ottiene 5 campionati, 2 supercoppe europee, 1 champions league, 3 supercoppe italiane e 1 coppa intercontinentale.
Marcel Desailly
Del 29 Dicembre 2011
Con il Milan dal 93' al 98'. Conquista 5 trofei. Nell'estate del 98' viene ceduto al Chelsea. Nello stesso periodo conquista il mondiale in Francia con la formazione padrona di casa.
Daniele Massaro
Del 29 Dicembre 2011
L'attaccante di scorta che ogni allenatore vorrebbe avere. Ogni volta che entrava dalla panchina andava a segno. Con i rossoneri raggiunge l'apice contribuendo con i suoi undici goal alla vittoria finale del campionato 93-94 regalando al Milan il 14° scudetto della sua storia. Inoltre arrichisce la sua stagione perfetta realizzando due goal nella finale di Champions ad Atene contro il Barcellona. In nove stagioni realizza 70 goal in 306 presenze. E' attualmente al 26° posto nella classifica delle presenze nel Milan.
Zvonomir Boban
Del 29 Dicembre 2011
Arrivò in Italia nell'estate del 91'. Fu prestato al Bari per poi tornare ad indossare la maglia del Milan che vestirà fino alla stagione 2001. Vanta 251 presenze e 30 goal. La sua miglior stagione è targata 98-99, anno del 16° scudetto rossonero.
Ruud Gullit
Del 29 Dicembre 2011
Al Milan dall'estate dell'87, anno in cui vince il pallone d'oro. Indossa la maglia rossonera per ben 171 volte realizzando 56 goal. Con Sacchi arrivano numerosi trofei in Italia, in Europa e nel mondo. In Italia vestirà anche la maglia della Sampdoria col quale vincerà una coppa Italia. Con la nazionale olandese conquisterà gli Europei dell'88'.
Franco Baresi
Del 29 Dicembre 2011
Veste Milan per 20 stagioni, sceso con i colori rossoneri perfino in serie B. Capitano storico e leader indiscusso, in suo onore fu ritirata la maglia numero sei dalla stagione 97-98. Al secondo posto nelle presenze all-time del Milan con 719 gettoni, arricchite da 33 reti. Il migliore difensore di tutti i tempi: "Leggenda".
Giuseppe Bergomi
Del 29 Dicembre 2011
Capitano storico e bandiera dell'Inter. Avversario leale in campo e protagonista di numerosi derby tra gli anni 80-90. Al Milan segnò due rreti entrambe in coppa Italia che sancirono il passaggio dei nerazzurri.
Nicola Berti
Del 29 Dicembre 2011
Il goal che decise il derby d'andata del 90-91 con uno splendido volo di testa e quello dell'annata 94-95 (complice anche la schiena di Rossi) rimangono nella storia del calcio di fine anni 80' inizio anni 90'. Di mezzo un goal nella stagione 92-93 pareggiato da Gullit che spianò la strada ai rossoneri verso la conquista del tredicesimo scudetto.

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