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Milan – Juventus 0-0 (3-2 d.c.r)

Del 29/02/2012 di Gaetano Scavuzzo


Milan – Juventus 0-0 (3-2 d.c.r) In una serata primaverile di fine maggio del 2003 il nostro Paese assiste ad un evento storico: la prima finale delle massima competizione continentale per club giocata da due squadre italiane. Sarà la notte dell’apoteosi rossonera dopo una partita interminabile vinta solo ai calci di rigore e conclusa con la sesta Coppa dei Campioni in Via Turati.


Milan – Juventus

È il 28 maggio 2003 a Manchester va di scena la prima finale di Champions League tutta italiana. Da una parte il Milan dall’altro la Juventus. Lo scenario è l’Old Trafford, il “teatro dei sogni”, preso d’assalto per un sera dalle due tifoserie italiane. Il Milan arriva alla finale dopo un escalation di grandissime emozioni culminate con l’eliminazione in semifinale dell’Inter, in un derby europeo impresso anch’esso nella memoria di tutti i tifosi rossoneri. La Juve in semifinale butta fuori i temibilissimi Galacticos del Real Madrid e così a Manchester si disputa il Milan-Juve più importante di sempre.

 

Il Milan gioca con la “scaramantica” maglia bianca, mentre la Juve in classica maglia a strisce bianconere. La partita inizia sotto il segno di una grande tensione che come prevedibile è altissima. I rossoneri gridano “gol” dopo appena 8 minuti. Ma è una gioia che dura poco, l’urlo resta strozzato in gola. L’arbitro tedesco Merk annulla la rete di Shevchenko che aveva trovato l’angolino alle spalle di Buffon. Sulla traiettoria del tiro del numero sette rossonero c’è la posizione di fuorigioco di Rui Costa, considerata attiva, a vanificare tutto. La Juve prova a controbattere e Trezeguet fallisce l’unica occasione che gli capiterà per tutta la partita. Il Milan conduce il gioco, mentre la Juve pensa a coprirsi e difendere. Le avanzate rossonere continuano e dimostrano che i ragazzi di Ancelotti esprimono sul campo un calcio più fluido rispetto agli avversari. Al 17’ Inzaghi va vicino al gol con un colpo di testa in tuffo salvato con una prodezza da Buffon. La difesa rossonera non soffre anche se dopo un paio di conclusioni innocue, di Del Piero da una parte e di Rui Costa dall’altra, è la Juve prima della fine del primo tempo ad andare vicino al gol del vantaggio con Ferrara che viene anticipato da un intervento prodigioso in extremis da parte di Nesta. Il primo tempo si chiude sullo 0-0.

 

Nelle ripresa Lippi prova a cambiare qualcosa dopo aver inserito Birindelli per Tudor, con Montero spostato al centro, per arginare le falle bianconere sul versante difensivo sinistro. Fuori lo spento Camoranesi, chiamato a sostituire lo squalificato Nedved, dentro Conte per sfruttare gli inserimenti da dietro sui calci piazzati. E proprio come auspicato da Lippi e da tutti i tifosi juventini su una punizione di Del Piero Conte anticipa Nesta e colpisce il pallone di testa che però si stampa sulla faccia della traversa con Dida immobile. Il legno mette un po’ di apprensione al Milan che pensa più a non scoprirsi e a restare accorto. Si fa male Davids e al suo posto entra Zalayeta. Il Milan sostituisce Costacurta con Roque Junior e Pirlo con Serginho per provare ad affondare colpi sulla sinistra. La partita si trascina verso il finale senza altri grandi sussulti, è più la paura di prendere gol che non la spinta di provare a farlo che conduce verso il fischio finale dei 90 minuti, non prima di assistere all’ultima sostituzione del Milan con Ambrosini al posto di Rui Costa.

 

Si va ai supplementari. La stanchezza in campo si fa sentire e lo si vede nella carenza di lucidità che accompagna i tentativi di gioco manovrato delle due squadre. Roque Junior si fa male e il Milan non ha più cambi, il brasiliano su un gamba resta in campo per onore di firma, ma il Milan è in 10 con tutto il secondo tempo supplementare ancora da giocare. Ambrosini si ritrova così a fare il terzino, ma la Juve non ce la fa a sfruttare la superiorità numerica per rendersi pericolosa e così si arriva ai calci di rigore col punteggio inchiodato sullo 0-0.

 

Si tirano i rigori sotto la curva dove sono collocati i tifosi bianconeri. Con la tensione alle stelle parte la Juve. Dal dischetto Trezeguet, tiro centrale respinto da Dida. Serginho di precisione spiazza Buffon. Birindelli non sbaglia con un tiro forte. Poi quattro rigori sbagliati di fila, due per parte. Per la Juve falliscono Zalayeta e Montero, per il Milan Seedorf e Kaladze. È il destro piazzato di Nesta a mantenere il vantaggio del Milan alla fine del quarto turno dei rigori. Del Piero segna il quinto rigore bianconero e mette tutta la responsabilità dell’esito del match sui piedi di Shevchenko. L’attaccante ucraino guarda Merk sincerandosi del fischio, fa partire la sua rincorsa e con un rasoterra preciso spiazza Buffon, prima di correre ad abbracciare Dida nel boato della bolgia rossonera che parte dal cielo di Manchester per arrivare a tutta Italia. In mezzo al campo, nelle strade e nelle case di tutti i milanisti può partire la festa per la conquista della sesta Coppa dei Campioni. Un trionfo europeo dal sapore unico perché strappato ai “rivali” bianconeri.

 

Tabellino

 

Milan: Dida, Costacurta (66’ Roque Junior), Nesta, Maldini, Kaladze, Gattuso, Pirlo (71’ Serginho), Seedorf, Rui Costa (87’ Ambrosini), Shevchenko, Inzaghi.

 

All. Ancelotti

 

Juventus: Buffon, Thuram, Ferrara, Tudor (42’ Birindelli), Montero, Camoranesi (46’ Conte) , Tacchinardi, Davids (65’ Zalayeta), Zambrotta, Trezeguet, Del Piero.

 

All. Lippi

 

Arbitro: Merk

 

Marcatori: 3-2 d.c.r. (Serginho, Birindelli, Nesta, Del Piero, Schevchenko

 

*Video tratto da Youtube. Telecronaca di Sandro Piccinini.


Agostino Grande scrive:
Quella squadra rimarrà negli annali del calcio moderno per come ha giocato e per come ha vinto!!! Forza Milan ..... Sempre!
Scritto: Giovedì 11 Aprile 2013
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