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Euro2012: Italia – Germania 2 – 1

Del 30/06/2012 di Andrea Fràu


Euro2012: Italia – Germania 2 – 1 Un’Italia scintillante mostra i muscoli affossando i Panzer tedeschi e conquistando l’accesso alla finale di questo Europeo. Ad attenderci la Spagna, per una finale dal fascino inimitabile tra opposte correnti filosofiche calcistiche: il pragmatismo italiano contro la lussuriosa e narcisistica inventiva spagnola.

Chi lo avrebbe mai detto? Siamo in finale. Una squadra partita tra mille dubbi, tante perplessità e qualche critica, ma che col passare del tempo nelle fresche terre dell’est Europa ha trovato convinzione, durezza e una voglia di oltrepassare l’ostacolo degna delle migliori americanate cinematografiche. Il pragmatismo Italiano, richiamandomi all’introduzione, che vede in Balotelli la massima voce e il più alto esponente di tale ideologia. L’obiettività è d’obbligo e ai tanti meriti riconosciuti a Prandelli, capace di dare motivazioni insospettabili a questi giocatori, vanno in tale circostanza riconosciuti i demeriti di una Germania irriconoscibile, che toppa clamorosamente e fragorosamente lo schieramento iniziale, e conseguentemente l’approccio alla partita, con la supponenza di chi si sentiva già in finale, e si ritrova a leccarsi le ferite dopo l’ennesima batosta subita contro gli Azzurri.

Dicevamo degli errori tattici della Germania: squadra tecnica, giovane, fresca, forte della personalità di tanti uomini chiave nei vari reparti, a cui si accompagna l’esperienza di qualche giocatore non più di primo pelo, ma essenziale e utile, come Klose, partito dalla panchina per lasciar spazio a Gomez, super goleador indubbiamente, ma che in questa partita si fa notare per abuso di lacca per capelli e per la sostituzione con il centravanti della Lazio. Low sorprende tutti, presentando un 11 diverso da quello che aveva distrutto la Grecia: inspiegabile la rinuncia a Reus, talento emergente dalla classe e rapidità infinta, puntando sull’eterna promessa Podolski, che continua ad essere una promessa pronta ad avverarsi sebbene il tempo passi inesorabilmente, e impostando una partita d’attesa, con la coppia Khedira- Schweinsteiger molto bassa a protezione della difesa per contrastare il dinamismo della mediana azzurra, sacrificando Ozil in un pressing poco convinto su Pirlo. Kroos, altro fantasista si segnala solo per qualche conclusione da fuori e per l’infinita serie di corner battuti alla disperata ricerca del recupero, ma poca roba, considerando che questi giocatori venivano accreditati come i possibili Campioni d’Europa. La difesa tedesca non è mai stata irreprensibile, e sembrava aver trovato in Hummels, il giusto leader di un reparto che si affidava alla fisicità di Boateng sulla destra e al cuore di capitano di Lahm sulla sinistra, nel tentativo di coprire Badstuber che ha incarnato alla perfezione nel primo goal di SuperMario, il simbolo della partita: il Davide azzurro che surclassa il Golia tedesco.

Se anche Hummels, ottimo centrale si fa gabbare come un novellino, da un colpo di genio di Cassano, che lo umilia con un movimento da fermo, ossimoro necessario per descrivere la finta di sopracciglio del barese che manda al bar i diretti marcatori prima di pennellare al centro per l’imperioso stacco di Balo, la Germania ha poco da recriminare o da lamentarsi. I cambi con gli inserimenti di Reus e Klose appaiono inutili contro una squadra, quella azzurra, in versione titanica, che vede schiantarsi inesorabilmente le velleità dei giovani tedeschi, avviliti anche sul piano fisico. Il rigore su mani di Balzaretti è l’unica consolazione per una nazionale che come l’Olanda, appare sempre sul punto di essere lì per esplodere, ma alla fine riduce il tutto ad una mera implosione, carica di amarezza e frustrazione.

Veniamo ai nostri, autori di una partita notevolissima: Prandelli conferma il blocco centrale con il rombo che vede Montolivo vertice alto, finto trequrtista, a supporto di Cassano e Balotelli. La difesa presenta delle novità: l’assenza di Maggio per squalifica e di Abate per infortunio, costringono il nostro ct ad improvvisare uno schieramento con il recuperato Chiellini terzino sinistro, coppia centrale con Barzagli e Bonucci, che dopo tante critiche merita un plauso per un’ottima prestazione, e Balzaretti sulla destra: il terzino del Palermo merita un’annotazione particolare: la sagacia e l’abnegazione con cui si cimenta in questo nuovo e insolito ruolo sono encomiabili, e dimostra di essere nel povero panorama degli esterni italiani, raro esempio di duttilità, capace di spingere ma anche di coprire con diagonali, sempre puntuali e precise che sbrogliano situazioni potenzialmente ad alto rischio. La partita dei nostri centrocampisti è ottima, con Furia Marchisio, sempre più 4polmoni che corre a perdifiato su tutti i palloni; De Rossi lucido e attento nell’alzare il baricentro della squadra e Montolivo, spesso accusato di scarsa garra, in versione piratesca, pronto alla corsa in ogni momento della partita. Pirlo, ancora una volta idolatrato a mio giudizio incomprensibilmente, illumina poco la manovra azzurra, ma mostra le sue qualità di abilissimo palleggiatore nei momenti delicati della sfida. L’attacco azzurro è semplicemente un sogno: Cassano e Balotelli si integrano perfettamente e nel momento decisivo dimostrano che la loro è follia si, ma lucida. Il Milanista inventa e difende palla neanche fosse centravanti di stazza e fisico, regalando un assist al bacio al suo compagno di reparto; Mario fa il Mario: superlativo. Lo stacco aereo con sospensione degna di Pegaso con le scarpe alate è un piacere per gli occhi; la sassata che spaventa il colosso Neuer è dimostrazione di quale sia il concentrato di potenza di questo 21enne che ha come unico limite il cielo, come si dice nel basket americano.

Straripante in ogni giocata, si lascia andare in un sorriso mai visto sul campo dopo il primo goal, salvo tornare allo sguardo torvo che terrorizza l’occidente dopo la seconda marcatura. È lui il simbolo dell’Italia che mostra i muscoli, un’Italia operaia e pragmatica che ora ha da superare l’ultimo ostacolo, le furie rosse.

Andrea Frau

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