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Milan – Fiorentina 1 – 2

Del 09/04/2012 di


Milan – Fiorentina  1 – 2 Terza battuta a vuoto in una settimana dei rossoneri che perdono in casa contro una Fiorentina in precaria situazione di classifica. A nulla serve il goal di Ibra su rigore del primo tempo, rimontato dal pareggio di Jovetic e dal goal del “rinato” Amauri.

Three strikes and you are out. Così recita una nota regola sul diamante del baseball americano. Il Milan è incappato purtroppo in un out che può rivelarsi vieppiù rovinoso. In una settimana siamo passati dai reconditi segni di gloria alla faccia nel fango, schiacciati dall’oberante peso di esser stati eliminati dalla Champions’ e superati dalla Juve in campionato. Questo è uno dei momenti chiave della stagione e i rossoneri si ritrovano in gravissima difficoltà, non più artefici del proprio destino. Quella con la Fiorentina doveva essere la partita della riscossa: dopo la ancor bruciante sconfitta in terra iberica, il Milan affrontava sul terreno amico una squadra in emergenza e alla disperata ricerca di punti per uscire dalla zona paludosa del fondo classifica. Il classico testa-coda. E ahinoi, il Milan ha tolto le mani dal volante troppo presto. La partita con la Viola è stato il classico match in cui la squadra ha dimostrato di non aver ancora digerito appieno l’eliminazione dalla competizione europea: svogliati, distratti, i giocatori rossoneri erano completamente fuori giri. E in questa fase della stagione ogni errore viene pagato a caro prezzo. La partita è stata bruttissima, molto caotica, con due squadre che si confrontavano prevalentemente sulla zona mediana del campo, con idee poco chiare e scarsissima lucidità. La Fiorentina opta per uno schieramento guardingo, con centrocampo folto e difesa bloccata con tre marcatori coadiuvati da esterni con caratteristiche prettamente difensive come Pasqual e De silvestri. L’attacco veniva affidato alla giovane coppia Lijaic- Jovetic, cercando di sfruttare al meglio le ripartenze rapide e il fatto di non dare nessun punto di riferimento alla nostra retroguardia sempre più debilitata.

Il Milan rispondeva con il solito schieramento a rombo, con Maxi Lopez ad affiancare Ibra: scelta giusta per quel che penso visto lo schieramento difensivo toscano. La coppia di arieti per scardinare le mura costruite da Delio Rossi, a caccia di punti in quel di San Siro. L’affiatamento tra i due latita e si vede chiaramente e il temporaneo vantaggio siglato dal solito affidabilissimo Zlatan maschera in parte le difficoltà di una squadra che nel suo complesso appare estremamente stanca. Oggetto di attenzione particolare per questa analisi è però stavolta la difesa: Bonera-Mexes centrali, Abate-Zambrotta esterni. La nostra retroguardia, solitamente affidabile, patisce enormemente sin dai primi minuti l’imprevedibilità dell’attacco ospite, con Zambro in evidente difficoltà contro lo strapotere atletico del rampante De silvestri. I centrali non trovano le giuste misure per affrontare una coppia così atipica, e soprattutto Mexes, dopo brillantissime prestazioni, sembra incappato in un momento negativo: sentiva fortemente la responsabilità dell’errore del Camp Nou che ha dato il là al contropiede velenoso di Messi, e per farsi perdonare ha cercato in ogni modo di mostrare le sue indubbie qualità tecniche, notevoli sicuramente per un difensore, cincischiando troppo con la palla nei piedi,e cercando forse in maniera eccessiva lanci lunghi non sempre precisi; i due goal presi dalla nostra squadra sono il chiarissimo segnale di un’eccesiva disinvoltura e leggerezza, che con un’inseguitrice affamata come la Juve sembra veramente fuori luogo. Inutili i tentativi di raddrizzare la partita con uno schieramento offensivo e spregiudicato che vedeva Muntari terzino sinistro e ben 4 attaccanti: Cassano, al rientro dopo lunghissima assenza, sulla sinistra ad ispirare i due arieti centrali e Robinho largo sulla destra nel vano tentativo di aprire l’arrocata difesa viola; tutto inutile: il Milan non trova la giusta combinazione per trovare lo spiraglio  ed usciamo sconfitti nonostante un tentativo di assalto finale, francamente o almeno apparentemente poco convinto.

L’amarezza è tanta. Non solo per la sconfitta; non solo perché siamo stati sorpassati dagli inseguitori: soprattutto perché l’intero circolo calcistico sembra finalmente appagato, vedendo la nostra squadra scivolare al secondo posto, riempiendo i giornali con titoli cinici e spietati, progettando il ribaltone non solo di classifica ma anche di panchina: mi permetto in chiusura una semplice osservazione: i detrattori di Allegri sono tanti, alcune sue scelte vengono costantemente criticate o non capite; io ritengo che in questa stagione, costellata di infortuni e notevoli problematiche, il nostro allenatore stia facendo quanto di meglio sia possibile per cercare di tenere in rotta una barca difficilmente controllabile. I 13 infortunati non devono essere alibi da fornire per giustificare prestazioni deludenti come l’ultima partita rossonera, ma è altresì vero che gli uomini a disposizione del Mister sono pochi e stanchi, e sinceramente credo che leggendo nella lista dell’infermeria milanista sia palese che alcuni nomi siano particolarmente altisonanti, pedine insostituibili per quello che è il progetto di gioco della nostra squadra. Ora è il momento di serrare le fila e rimanere compatti, perché la strada è ancora lunga e la crisi, speriamo passeggera, in cui ci siamo imbattuti può essere tranquillamente superata. Il campionato non è ancora chiuso; sta a noi tenerlo vivo e approfittare di ogni passo falso avversario.

Andrea Frau

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