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Parma – Milan 0-2

Del 18/03/2012 di


Parma – Milan 0-2 Il Milan vince al Tardini per due a zero. L'analisi tattica del match descritta dal nostro collega.

Il Milan conclude per questa stagione il suo personale tour emiliano con una sonante vittoria al Tardini sulla compagine guidata dall’ex Robertino Donandoni, celebre autore di memorabili galoppate sul campo di San Siro, che palesa sempre una certa emozione nell’affrontare la sua vecchia squadra. Troppi ricordi, troppe emozioni, troppe trionfanti vittorie con la maglia del diavolo. In questa stagione il Parma ha creato non poche difficoltà alle squadre d’alto borgo, sul proprio terreno amico, e insieme al Bologna, l’altra squadra della via Emilia, potrebbe essere facilmente identificata dai tifosi Juventini come “Crocevia della Morte”, film dei primissimi fratelli Cohen…. Ma senza indugiare troppo sulle sventure della Banda Bassotti Zebrata passiamo all’analisi tattica della partita dei nostri eroi che hanno conseguito un importantissimo successo, l’ennesimo in trasferta della stagione, e finalmente vede svuotarsi l’infermeria dei pezzi pregiati e gloriosi della propria scuderia visto il ritorno di Maxi Lopez e l’acclamatissimo ritorno al calcio giocato di ringhio Gattuso, scalpitante in panchina dai primissimi minuti del riscaldamento.
Il milan opta per l’assetto tattico tradizionale: centrocampo a rombo con Emanuelsson dietro le punte, il rinato Muntari e Nocerino luogotenenti del capitano Massimo, difesa classica a 4 con Zambrotta e Antonini esterni e centrali il Re ex Flu Flu che ha trovato in questo scorcio di stagione un affidabilissimo compagno di reparto in Daniele Bonera, alla prima,  almeno dal mio punto di vista, vera e propria stagione ad altissimo livello dopo tanti anni di militanza tra i ranghi rossoneri. La coppia d’attacco vede il solito Ibra assistito dal giovane Stephan , il faraone. Parma invece che affronta la partita in maniera coraggiosa schierando una squadra sulla carta portata ad offendere cercando di colpire soprattutto il lato destro del milan  sfruttando il divario atletico attuale tra il rampante Biabiany e il nostro  Zambrotta; centrocampo atipico con il muscolare Mariga e il talentuoso Valdes pronto ad ispirare la manovra coadiuvato da Morrone e il terzino brasiliano Jonhatan chiamato a spingere continuamente per creare apprensioni ed essere valvola di sfogo per i colpi di genio del piccolo, ma solo di statura, Giovinco affiancato in attacco dal corazziere Floccari. Alla difesa l’ingrato compito di contrastare il possente Gulliver rossonero e le sue innumerevoli magie. Inizio di partita particolare per la squadra di mr Allegri, in quanto la difesa patisce nei primi minuti il pressing arrembante della compagine emiliana che si produce in uno sforzo massiccio per creare qualche apprensione alla squadra Rossonera, che non si mostra immediatamente reattiva concedendo qualche errore di troppo in fase di possesso palla difensivo, insolita pecca. La conclusione di valdes accentratosi dalla sinistra suona come campanello d’allarme inequivocabile e il Diavolo, destato dal pericolo scampato inizia a macinare gioco. Sostanzialmente alla prima occasione concreta creata si passa in vantaggio: lo schema è il solito, palla alta da addomesticare per l’imprendibile Zlatan che da pivot cestistico vecchia scuola serve ad Emanuelsson un cioccolatino di pregiata qualità per esibirsi in una conclusione de dentro l’area di rigore. Il tiro dell’olandese incoccia il braccio di Zaccardo, in versione Otello Celletti, il vigile interpretato da Alberto Sordi, dato che rimane a braccia larghe e alte nella propria area quasi a dirigere il traffico; rigore inevitabile come inevitabile di questi tempi il goal de nostro centravanti svedese. 1°0 e partita sbloccata. Il Parma non demorde e non cede il passo cercando quando può di creare grattacapi alla difesa del milan, ma la nostra è una squadra in salute, fin troppo mi verrebbe da dire, peccando di eccessi di altruismi leziosi che fanno venir meno il cinismo che in queste partite testa-coda deve essere preponderante per evitare pericoli. A metà del primo tempo il Parma perde la sua diga fisica davanti alla difesa, Mariga, e il subentrato Musacci non garantisce la stessa forza dinamica del giocatore ex Inter. Inizia cosi una fase concitata della partita in cui Milan sfiora a più riprese il raddoppio prima con improvvisata trovata della coppia ex Ajax Urby-Ibra su calcio di punizione, ma l’olandese spara alto un comodo tap in sulla solita granata sparata dallo svedese, poi lo stesso Zlatan difetta di sangue freddo non sfruttando al meglio un clamoroso errore di Valdes che spalanca le porte al possibile 2 a 0 rossonero. Il calcio è strano, frase fin troppo ripetuta, ma quanto mai vera e il Parma in maniera un po’ casuale arriva a creare problemi ad Abbiati con peculiare tiro cross di biabiany dalla destra che attraverso lo specchio della porta e poi con rocambolesca e carambolica serie di deviazioni che portano Thiago Silva a deviare con la testa un pallone innocuo che si tramuta in un pericolo per la sua stessa porta, ma la fortuna aiuta gli audaci e la palla sbatte sulla traversa. In attacco il Milan prosegue nel suo solito schema d’attacco: l’essenza del calcio di Allegri è molto semplice, sfruttare al meglio le doti da assist man di Ibra capace di mandare in porta i bucanieri della mediana: equazione facile da leggere quanto complicata da bloccare per le difese avversarie. L’intesa con il giovane italo-egiziano non è ancora affinata e si vede ma il piccolo faraone capisce il momento e cerca di defilarsi sulle fasce per aprire spazi e corridoi per gli inserimenti dei compagni. Da segnalare un pregevole tentativo di duetto tra i due nostri attaccanti con assist di spalla del Gargantuà di Malmoe e del sopradetto Stephan che cerca di assecondare le voglie circensi del numero 11 ma con scarsi risultati. Il primo tempo si conclude cosi con folata sulla sinistra di el sharawwy che colpisce il palo esterno dopo deviazione di Zaccardo. Nota a margine: evidentissimo rigore del recidivo Zaccardo su Ibra non visto dall’arbitro….ma il Milan non ha tempo da perdere concentrandosi sugli errori dell’arbitro.
Il secondo tempo inizia sulla falsariga del primo: il Parma cerca disperatamente e caoticamente di creare occasione da goal ma i due Dioscuri della difesa rossonera sono coppia troppo ostica per le velleità di recupero della squadra di casa; la partita si avvia così alla sua naturale conclusione: pallone recuperato in mediana da Nocerino, verticalizzazione immediata per Emanuelsson che parte in un fulmineo coast to coast palla al piede inseguito dal famelico Zaccardo. Ma l’olandese e questo è proprio il caso di dirlo, volante, è imprendibile arrivando a tu per tu con Mirante e insaccando un meraviglioso goal. 2 a 0 e partita in cassaforte. In questi momenti il Milan si esalta e il suo centravanti inizia a regalare spettacolo prima cercando di regalare ad Urby la personalissima doppietta con pregevole assist e poi peccando stavolta forse di eccesiva smania di protagonismo non cercando il solito arrembante Noce solo in mezzo all’area al termine di un’azione personale di pregevolissima fattura con stop ad aggirare l’avversario e conclusione di sinistro respinta dal portiere parmense. Dopo il  2 a 0 comunque il Milan mantiene il possesso territoriale del campo e concedendo spazio al Principino che sostituisce un esausto ma apprezzato Muntari, e al rientrante Maxi Lopez che rileva uno spento Stephan, che nel secondo tempo cerca più che altro di sfruttare la sua freschezza acerba sia in tentativi solitari sia in fase di recupero sugli avversari; la nuova coppia d’attacco rosssonera evidenzia la totale assenza di rodaggio sebbene maxi garantisca proprio il prototipo dell’attaccante da profondità per poter garantire a Ibra di giostrare a piacimento sul fronte d’attacco, ma avranno altre occasioni per rifarsi.  La partita si avvia così al termine senza particolari squilli di tromba eccezion fatta per una stupenda parata di abbiati su tiro deviato ravvicinato. I minuti finali regalano emozioni solo per il glorioso e atteso rientro di Rino, combattente di lungo corso, e traversa finale di Floccari, che sa di beffa, davanti ad un Abbiati pietrificato dalla violenza del tiro.
L’arbitro sancisce cosi la fine delle ostilità ed il Diavolo di Milano porta a casa meritatamente i 3 punti, che consolidano il primato,e che dimostrano ancora una volta quanto sia tritasassi la nostra squadra lontana dalle porte amiche.

Andrea Frau

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